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MATURITÀ

Bartali e Ungaretti le tracce più scelte scelte studenti

20 giugno 2019, 04:14

Bartali e Ungaretti le tracce più scelte scelte studenti

VITTORIO ROTOLO

 

Gino Bartali e il valore dello sport nella storia, un classico come Ungaretti, il patrimonio artistico- culturale e gli esperimenti termonucleari condotti all’inizio degli anni Cinquanta sul Pacifico. Sono le tracce su cui si sono maggiormente orientati i maturandi dell’Isiss Giordani e del Liceo scientifico Bertolucci.

«Sinceramente mi aspettavo tracce diverse, in particolare una sui cambiamenti climatici, argomento assai dibattuto nell’ultimo periodo» dice Alessandra Piazza della classe 5ªM dell’indirizzo socio-sanitario del Giordani. «Ho scelto Bartali – prosegue – perché volevo raccontare quanto lo sport fosse in grado di generare altruismo. Rispetto ad allora, quando campioni come Bartali agivano per gli altri in maniera silenziosa, noto che oggi gli atleti spesso fanno sì buone azioni, ma perché animati dalla voglia di farsi pubblicità».

«Il tema su Bartali consentiva di mettere in evidenza la stretta relazione tra lo sport e la nostra società – spiega Alessandro Campanella, anche lui del Giordani -: nel mio elaborato, ho fatto riferimento anche alla diminuzione degli episodi di razzismo fra i tifosi del Liverpool, dove milita Salah, ed alla bellissima storia della Giamaica, protagonista ai Mondiali di calcio femminile, emblema della parità di diritti».

«Ero indecisa fra la traccia che riguardava gli esprimenti nucleari e quella di Bartali: alla fine ho optato per quest’ultima, sottolineando la grande umanità del campione - racconta Elisabetta Pini - . È una storia che conoscevo molto bene, dal momento che nella mia scuola, il Giordani, è presente l’Albero dei Giusti che celebra proprio Bartali ed il suo atto di eroismo nel salvare un gran numero di ebrei, durante la guerra».

Strano ma vero, la traccia dedicata al grande ciclista non ha invece stuzzicato più di tanto l’interesse degli studenti del Bertolucci ad indirizzo sportivo. Andrea Pellacini ha trovato «più fattibile» il tema sugli esperimenti termonucleari, «che metteva in evidenza la brillantezza e al tempo stesso la stoltezza della mente umana nel costruire ed utilizzare questo tipo di bomba». Tommaso Orlandini ha scelto invece Ungaretti. «Sono stato anche fortunato, visto che Ungaretti lo avevo ripassato giusto il giorno prima dell’esame» rivela.

«Il testo della poesia Risvegli non lo conoscevo - ammette Maddalena Vicari, della classe 5ªA ad indirizzo Scientifico del Bertolucci –, ma rispecchia la sua visione poetica: Ungaretti mi piace molto, quindi spero di aver fatto un buon lavoro».

«Anch’io avrei scelto Ungaretti, ma poi ho desistito perché non mi dava l’impressione di poter fare collegamenti con altre materie - fa notare Anna Grattagliano -. Con L’illusione della conoscenza e gli esprimenti termonucleari, ho potuto parlare pure della devastazione prodotta dalla guerra».

«Tutte le tracce erano difficili, ma questo sulle bombe termonucleari permetteva un focus sulla mente umana, argomento che mi affascina molto» rivela Irene Padovani dell’Isiss Giordani. Il tema dedicato all’importanza del patrimonio artistico-culturale che partiva da un libro dello storico dell’arte Tomaso Montanari, è stato scelto da Martina Facenda e Gaia Destradis. «Mi è piaciuta perché era una traccia per così dire un po’ più libera, che offriva molteplici spunti di riflessione» dice Gaia. «Era una traccia che valorizzava il confronto tra passato e presente».

 

 

 

 

«Ho sognato Ungaretti»

 

MARIA TERESA ANGELLA

 

Il momento è arrivato: penne in mano, concentrazione e un pizzico di fortuna. Sono queste le «armi» dei 520.263 studenti che ieri mattina alle 8.30 hanno iniziato il temuto esame di maturità, che quest’anno mette ancora più paura per le tante novità e le incognite che porta con sé.

Per la prima prova, lo scritto di italiano, il Miur ha scelto per il tema letterario (tipologia A) Giuseppe Ungaretti e Leonardo Sciascia, per i testi argomentativi (tipologia B) sono stati scelti brani che parlano del patrimonio culturale, dell’illusione della conoscenza e del Novecento. Infine per i temi di carattere generale (tipologia C) gli studenti hanno dovuto ragionare sulla figura di Gino Bartali tra sport e storia e sulla lotta alla mafia con il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

«Erano tracce interessanti e varie - afferma Greta Sani della 3ªA appena uscita dal Romagnosi -. Ho scelto L’illusione della conoscenza confrontando il progresso incondizionato e la limitazione etica. Si poteva affrontare sotto molti punti vista». «Pur avendo scelto la stessa traccia abbiamo scoperto che l’abbiamo articolata in modo totalmente diverso, anzi quasi opposto - conferma la compagna di classe Giuditta Moruzzi -. Io mi sono concentrata sugli aspetti presi in esame dal testo, esprimendo la mia opinione». Xhoana Kaja della 3ªG ha invece scelto di affrontare «Eredità del Novecento», il tema della tipologia B: «In classe abbiamo trattato molto questo periodo storico con la nostra docente di storia e io personalmente ho letto tanti libri sulla seconda guerra mondiale». «Ho sognato Ungaretti stanotte, stamattina l’ho ripassato e incredibilmente era nelle tracce - rivela sorridendo Alexsia Mastaj sempre di 3ªG -. All’esame ci vuole anche fortuna, soprattutto quest’anno che la Maturità è cambiata e sarà più tosta».

I ragazzi della 5ªD sono stati i primi a uscire dall’Ulivi, tra loro Filippo Conti: «Ho affrontato la riflessione sulla scienza e sulla tecnica oggi facendo dei collegamenti con autori di filosofia della Scuola di Francoforte e l’ultimo capitolo della Coscienza di Zeno dove Svevo parla dell’apocalisse». «Ho fatto anche io riferimento alla Scuola di Francoforte, ma per affrontare il testo di Tommaso Montanari», rivela Sofia Ricotti. «Ho fatto anche io la traccia B1 perché mi interessava il rapporto tra il patrimonio culturale e i giorni nostri, tra la distruzione e i conflitti sia del passato che del presente», racconta Pietro Melegari.

«Ho affrontato anche io questa traccia, perché mi ricordavo abbastanza bene il pensiero di alcuni filosofi sul rapporto tra scienza e tecnica», conclude il compagno Michele Maestri. Al Marconi, invece, la scelta è stata più variegata come testimoniano le compagne di 5ªR Alice Fontana, Giulia Casoli e Isabella Brambilla.

«Siascia mi è piaciuto perché bisognava fare un’interpretazione sulle mafie oggi, tema che mi interessa», spiega Alice. Giulia, all’opposto, ha preferito buttarsi: «Non ho mai fatto un un analisi di una poesia, però mi sono buttata su “Il risveglio” di Ungaretti perché rispetto a tutte le altre tracce era quella più fattibile. Speravo ci fossero temi più belli».

Infine Isabella ha scelto il saggio tecnico-scientifico collegandosi ai cambiamenti climatici: «L’uomo ha creato ola bomba atomica, idea in sé geniale, ma è poi stata usata in un modo terribile». Insieme a loro anche Nicolò Cerelini della 5ªP che ha preferito il testo di Montanari: «Tra tutti i temi mi è sembrato quello migliore e in più aveva una componente storica dove mi sentivo più preparato».

 

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