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Marco D'Angelo, il manager con il pallino dell'arte e della lettura

20 giugno 2019, 05:07

Marco D'Angelo, il manager con il pallino dell'arte e della lettura

Faceva parte di una famiglia, i D’Angelo, molto nota e stimata nella nostra città. Infatti il nonno Giuseppe fu vice Rettore del Convitto Nazionale Maria Luigia, il padre Pietro, stimato medico al Rasori, mentre lo zio Flavio fu l’indimenticato insegnante di lettere in diversi istituti tra i quali il Melloni, esponente di spicco del Psi anni Sessanta, nonché abilissimo suonatore di violino.

Marco D’Angelo è deceduto nei giorni scorsi all’età di 59 anni fulminato da una malattia che, in un paio di mesi, ha avuto il sopravvento sul suo pur robusto fisico. Nativo di Tirano (Sondrio), in quanto il padre Pietro prestava servizio presso il Sanatorio di Sondalo, negli anni Sessanta giunse con la famiglia a Parma poiché il padre fu chiamato a svolgere la professione medica all’ospedale Rasori.

Dopo avere conseguito il diploma di ragioniere al Melloni, si laureò in Economia e Commercio ed iniziò la sua importante carriera di manager in diverse aziende tra le quali la Barilla, la Bormioli ed in altri importanti gruppi internazionali.

Per lavoro, Marco, soggiornò in diverse città europee ed extraeuropee. Ed era per questo che aveva acquisito un’esperienza notevole abbinata ad una profonda conoscenza delle varie culture dei Paesi che lo avevano ospitato.

Carattere aperto, solare, gioviale, persona generosissima e di grande caratura umana, si è fatto voler bene dai colleghi, dai superiori che dai tanti amici che, di Marco, apprezzavano non solo la simpatia e l’allegria ma, soprattutto, la correttezza e la lealtà.

Uomo di sport, tifoso del Parma e del Milan, da giovane aveva praticato basket e sci. Ma quello che lo attraeva maggiormente e che definiva un vizio di famiglia era la musica, la lettura, l’arte e la cultura in genere. Com’era pure un appassionato della natura e dei viaggi.

Amava tantissimo Parma e le sue tradizioni memore degli studi dello zio Flavio, profondo conoscitore della città e della sua storia. Era legatissimo alla famiglia: alla compagna Brunella, all’adorato figlio Federico,alla mamma Rosetta, alla sorella gemella Stefania ed al fratello Giuseppe, medico presso la Clinica Ortopedica del nostro Ospedale. Come pure era molto affezionato alle nipoti Cecilia, Elena ed Ilaria.

Lo.Sar.

 

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Faceva parte di una famiglia, i D’Angelo, molto nota e stimata nella nostra città. Infatti il nonno Giuseppe fu vice Rettore del Convitto Nazionale Maria Luigia, il padre Pietro, stimato medico al Rasori, mentre lo zio Flavio fu l’indimenticato...

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