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Bus impazzito

«L'autista colpiva i marciapiedi e rideva»

24 giugno 2019, 05:05

«L'autista colpiva i marciapiedi e rideva»

Bianca Maria Sarti

TRAVERSETOLO - «Mi sono avvicinato mentre guidava e gli ho parlato, ma lui non reagiva. Faceva finta di niente».

Emerge un’altra testimonianza di chi ha vissuto momenti di paura sull’autobus di linea 11 fermato dalla polizia venerdì scorso nel tardo pomeriggio.

Si tratta di Paolo, un cinquantenne ex autista di mezzi pesanti, che aveva già avuto la prima esperienza negativa con lo stesso autista il giorno precedente. «Anche giovedì avevo preso l’11 – racconta Paolo – l’autista era lo stesso e anche lo stile di guida. Accelerava e frenava bruscamente, sbatteva contro i marciapiedi. Ero tentato di dirgli qualcosa, ma poi ho pensato che una giornata difficile può succedere a tutti. Magari quando si hanno pensieri pesanti capita di sbagliare, anche se chi ha la responsabilità di altre persone a bordo non dovrebbe permettersi di farlo».

Il giorno successivo, il venerdì, Paolo è salito nuovamente a bordo del bus e si è scontrato ancora una volta con la guida anomala dell’autista. «Non erano solo le accelerate e le frenate, - racconta – in almeno due rotonde si è lanciato senza nemmeno guardare, abbiamo schivato l’incidente. E poi ogni volta che urtava il marciapiedi era un colpo forte per i passeggeri. C’era una ragazza giovane a bordo che ci ha detto di guardare lo specchietto in cui si vedeva riflesso l’autista che rideva».

A quel punto, mentre partivano le prime telefonate al 113, Paolo si è deciso ad affrontare l’autista. «Mi sono avvicinato e gli ho detto di smetterla di guidare in quel modo – dice Paolo – gli ho detto “Se non sei capace, fermati e chiama qualcuno dell’azienda”. Gli ho fatto anche capire che mi stavo arrabbiando molto, ma lui non reagiva. Stava zitto, tranquillo, faceva finta di niente. Ci ignorava».

Di fronte all’apatia del conducente e all’angoscia crescente dei passeggeri – qualcuno aveva iniziato a piangere – anche Paolo ha chiamato i soccorsi. «La volante ha fatto fatica a raggiungerci per via del traffico – racconta – quando sono arrivati eravamo già 3 o 4 chilometri dopo Piazza. L’autista vedendoli ha alzato le mani e faceva la vittima. Diceva che non sapeva cosa fosse successo, che lui faceva solo il suo mestiere. Che faccia tosta».

Il conducente, ora sospeso dalla Tep, era sobrio. Nessuna traccia di alcool o altre sostanze. Che idea si è fatto del suo comportamento? «Certamente aveva poca esperienza – risponde Paolo – non sapeva tenere il bus. Io ho lavorato tanto come autista. A volte può capitare che, magari cambiando mezzo, sia necessario assestarsi un po’; oppure che i pedali siano regolati male. Ma lui in tutto il tempo non si è mai scusato, non sembrava preoccupato. Per me non è il suo mestiere».

Ieri la «Gazzetta» ha riportato la testimonianza di una mamma che viaggiava con la figlia, la prima a prendere iniziativa e a incoraggiare gli altri passeggeri a chiamare il 113. Passata la paura per lei è arrivato il male alla schiena. «Fortunatamente nessuno si è fatto male gravemente, - dice la mamma – io sabato sono stata al pronto soccorso per il forte mal di schiena e mi hanno dato alcuni giorni di riposo, dovranno visitarmi ancora a inizio luglio».

 

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Bianca Maria Sarti TRAVERSETOLO - «Mi sono avvicinato mentre guidava e gli ho parlato, ma lui non reagiva. Faceva finta di niente». Emerge un’altra testimonianza di chi ha vissuto momenti di paura sull’autobus di linea 11 fermato dalla polizia...

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