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Oltretorrente

«Meno pusher in strada. Ma sono più aggressivi«

24 giugno 2019, 05:06

«Meno pusher in strada. Ma sono più aggressivi«

Sono meno visibili ma sono ancora appostati, in attesa di clienti. Non stazionano più agli angoli dei viali ma si muovono tra le vie del quartiere. Nascondono meno le dosi nelle siepi e preferiscono usare appartamenti come basi. E in più, e questo preoccupa parecchio, spesso sono anche aggressivi. Tanto che negli ultimi giorni alcuni abitanti hanno presentato denunce dopo essere stati minacciati di morte.

Stiamo parlando dei pusher dell'Oltretorrente, quelli che, per troppo tempo, hanno trasformato viale Vittoria e le strade intorno nella sede del supermarket dello sballo, e che da qualche tempo sembravano essere svaniti. Mentre, in realtà, come raccontano i residenti, hanno solo cambiato strategia. Cercando di sfuggire alla incombente pressione delle forze dell'ordine.

«In effetti, la situazione è migliorata - racconta uno di coloro che non si rassegnano a vedere la zona intorno a casa trasformata in zona di spaccio. - Fino a qualche mese fa in certi momenti se ne potevano contare anche più di venti contemporaneamente piazzati in attesa di clienti. Adesso, al massimo, sono tre o quattro. Quindi, si può dire, ci sono stati notevoli passi avanti. Ma c'è ancora molto lavoro da fare». Lo dimostrano, soprattutto, alcuni episodi preoccupanti in cui chi ha osato esprimere il fastidio per la presenza dei pusher si è visto minacciare pesantemente. «Ho chiamato la polizia e se ne sono andati e ora quando li incontro si allontanano. Ma resta la preoccupazione».

Sull'accaduto, come è logico, sono in corso accertamenti e indagini, ma basta bazzicare per qualche ora nel quartiere per cogliere come la situazione sia fluida. E come sia evidente che gli spacciatori cerchino di dare meno nell'occhio. Per non dover poi essere costretti ad abbandonare la zona.

«Se prima per il cliente bastava passare sul viale per trovare subito il fornitore ora è costretto a infilarsi nelle laterali, ad andare a cercarli. Inutile dire che certamente li trova». Qualcuno sottolinea: adesso sono proprio tra le case. E anche questo preoccupa.

«Per questo motivo come residenti della zona abbiamo deciso di portare avanti il nostro impegno per difendere il quartiere in cui abitiamo - raccontano alcuni abitanti.- Abbiamo, in questo senso, fatto una proposta nell'ambito del bilancio partecipativo per un intervento di abbellimento di piazzale Matteotti, una zona dove spesso si notano cessioni di sostanze. L'idea è di creare qui una piazza danzante, uno spazio dove scuole di ballo e appassionati possano trovarsi e, nel rispetto di orari e della tranquillità di tutti, dare vita ad occasioni di socialità».

Musica e danza contro lo smercio di droga, il buonumore e l'allegria come antidoto allo sballo. La scommessa dell'Oltretorrente passa anche attraverso questa via.

Il resto, come sempre, è frutto del lavoro delle forze dell'ordine che da tempo hanno iniziato a monitorare anche la situazione di appartamenti trasformati in covi per i pusher. Che dopo l'ennesima retata con uomini in divisa e cani antidroga hanno capito che era meglio rifugiarsi tra mura amiche. Da qualche tempo proprio per questo, le forze dell'ordine stanno compiendo mirate operazioni di controllo su alloggi dove, evidentemente, il viavai è più che sospetto. E, anche qui, qualche risultato si sta ottenendo.

«Insomma, se dovessimo abbozzare un bilancio dovrebbe essere per forza di cose interlocutorio. Non si può che segnalare un evidente miglioramento della situazione ma non si deve abbassare la guardia. Ne da parte delle forze di polizia ne, sopratttutto, da parte dei residenti. Se si sono fatti passi avanti è anche perché ci siamo impegnati, abbiamo stimolato le forze dell'ordine ad agire con un grande impegno. Questo però deve proseguire per il futuro: l'errore più grave è rinunciare. Se si viene minacciati occorre denunciare, se si vedono comportamenti illegali occorre segnalarli». Fino al risultato voluto e sognato. Quello di un quartiere di nuovo solo dei suoi abitanti. r.c.

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Sono meno visibili ma sono ancora appostati, in attesa di clienti. Non stazionano più agli angoli dei viali ma si muovono tra le vie del quartiere. Nascondono meno le dosi nelle siepi e preferiscono usare appartamenti come basi. E in più, e questo...

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