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FONTANELLATO

Il bagolaro crollato, via al recupero della pianta

26 giugno 2019, 05:05

Il bagolaro crollato, via al recupero della pianta

CHIARA DE CARLI

FONTANELLATO Nei suoi quasi duecento anni di vita, il grande bagolaro che decorava il lato d’ingresso della Rocca Sanvitale allungandosi con i suoi rami verso l’acqua del fossato, non è probabilmente mai stato soggetto di scatti fotografici come nelle ultime ore. Forse a Natale qualche turista portava a casa uno scatto «romantico» delle luminarie, ma poco di più. Almeno fino a lunedì notte quando, esattamente alle 22,05, l’albero si è spezzato all’improvviso e un bel pezzo di tronco, con tutta la chioma, è precipitato nel fossato tirandosi dietro anche uno dei merli del muro esterno. Da quel momento è stato un continuo viavai, a partire dai tecnici comunali che, insieme al sindaco Francesco Trivelloni e al vice Mattia Rivara, per primi hanno cercato di capire cosa abbia causato il crollo. E anche i fontanellatesi hanno dato vita ad una «processione» continua, come per il funerale di un vecchio amico. In effetti in paese il bagolaro era quasi «uno di famiglia», nella buona e nella cattiva sorte. Presenza discreta in inverno e «decorazione» del castello d’estate; oggetto di critiche quando prese il posto del tradizionale abete natalizio e «colpevole» di sporcare l’acqua del fossato in autunno; osservatore dispettoso dei pescatori, a cui spesso «rubava» lenza e galleggiante, e rifugio per gli uccellini dopo il posizionamento delle reti a protezione delle aperture del castello: la pianta scelta da Albertina Sanvitale per il suo giardino pensile se n’è andata senza dare preavviso ed ora il paese corre a salutarla per l’ultima volta prima della rimozione, prevista per questa mattina. «La pianta dovrà essere sollevata con la gru da una squadra esperta per evitare il rischio di lesionare il muro del castello – ha spiegato Rivara -. Nel frattempo stiamo abbassando l’acqua del fossato per cercare di recuperare la merlatura travolta dalla caduta». In queste ore a Fontanellato sono arrivati anche esperti di botanica per capire se il bagolaro potesse essere salvato. L’ipotesi più probabile sembra però che sia semplicemente arrivato a «fine vita», anche perchè la condizione in cui si trovava a crescere non era certo ideale. «Dispiace per la perdita della pianta perchè era un aspetto caratteristico del castello: a noi fontanellatesi oggi manca un pezzo di quella rocca che da sempre conosciamo – è il commento di Trivelloni –. Pochi anni fa l’avevamo fatta controllare e ci avevano anticipato che non sarebbe vissuta a lungo. L’abbiamo curata per mantenerla in buona salute il più possibile ma nessuno si aspettava una rottura di questo tipo. Durante l’ultimo intervento di manutenzione, la pianta era stata “staccata” dalla parte di passerella che aveva inglobato durante la crescita e così il danno al castello è stato limitato al merlo che si trovava proprio sulla traiettoria di caduta. Nelle prossime settimane valuteremo con la Soprintendenza e con i cittadini il da farsi, anche se un problema da non sottovalutare è quello della rimozione delle radici che oggi fanno praticamente parte del muro».

 

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