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VIOLENZA SESSUALE

Pesci, la difesa contrattacca. E lui lancia accuse sulla perquisizione

11 luglio 2019, 05:08

Pesci, la difesa contrattacca. E lui lancia accuse sulla perquisizione

GEORGIA AZZALI

Chi è la ragazza della notte a casa di Federico Pesci? E - soprattutto - come sono state fatte le indagini su quelle ore di sesso e droga nell'attico dell'imprenditore? Ci sono parole e messaggi che non sarebbero stati trascritti. Un presente e un passato di Lucia (il nome è di fantasia, ndr) da far emergere, benché lei non abbia mai nascosto la sua decisione di prostituirsi. La difesa di Pesci vuole scavare. Gli avvocati ripercorrono la trama che ha fatto finire l'ex golden boy della moda sul banco degli imputati con le accuse di violenza sessuale di gruppo e lesioni aggravate, insieme al pusher nigeriano Wilson Ndu Aniyem, già condannato a 5 anni e 8 mesi. I legali vogliono instillare il dubbio su quella notte tra il 18 e il 19 luglio di un anno fa. Vogliono mettere in fila tutti i tasselli delle settimane successive, fino all'arresto di Pesci, la mattina del 30 agosto.

È un fuoco di fila di domande al capo della Squadra mobile, Cosimo Romano: quasi tre ore di interrogatorio davanti ai giudici. Parte Fabio Anselmo, uno dei difensori di Pesci. Sfoglia i tabulati telefonici e piazza la domanda: «Tra il 18 e il 19 luglio erano stati segnalati solo due sms della ragazza, uno alle 23,19, l'altro alle 7,41, ma in realtà ci sono altri sms e telefonate, cosa mi può dire?». «Se ne è occupato un collega - spiega Romano -. Abbiamo avuto il telefono solo per vedere le chat, le analisi sono state fatte dalla polizia scientifica».

LE USCITE DA CASA

Ma l'avvocato insiste anche su un incidente stradale in cui è rimasta coinvolta Lucia il 28 luglio, dieci giorni dopo la nottata a casa Pesci. Eppure il Pronto soccorso aveva certificato 45 giorni di prognosi: «Avete controllato la permanenza della ragazza a casa?», chiede Anselmo. «Non è un monitoraggio che facciamo», replica Romano. L'intento è chiaro: far emergere quali potevano essere le condizioni di salute di Lucia poco tempo dopo quella notte. C'è brusio sui banchi dell'accusa e delle parti civili, ma poi è lo stesso presidente del collegio a precisare: «La prognosi non significa che la persona debba restare necessariamente a casa». E il certificato che poi mostra il difensore della parte civile, Donata Cappelluto, non prescrive alla ragazza di starsene tra le mura domestiche. Ma Anselmo torna su alcune intercettazioni a cui non sarebbe stato dato il giusto peso. «La ragazza si lamentava di non poter uscire, di essere costretta a mettere una parrucca nel caso fosse andata fuori», sottolinea.

LA PERSONALITÀ

Lucia che la prima volta davanti ai poliziotti confessa di essere stata violentata, ma racconta una storia inverosimile e non fa il nome di Pesci. Tre giorni dopo comincia a mettere insieme i fili della storia e rivela il nome dell'imprenditore. Ma mai ha cercato di presentarsi per quella che non era. Anselmo fa riferimento a una conversazione, tra la ragazza e un giovane con cui lei ha una storia, intercettata dopo la notte a casa Pesci: «Emerge che si prostituisse», dice. E il capo della Mobile chiosa: «Anche dopo lo faceva».

È la stessa Lucia che parlando al telefono di una festa in piscina del 28 luglio, con tanti giovani, e a cui lei non era andata, dice: «Se venivo io, li rincoglionivo tutti». È anche la stessa ragazza che agli inizi del 2018 si era rivolta al Sert, ma quando Mario L'Insalata chiede al capo della Mobile se è a conoscenza di precedenti penali io di polizia, il presidente del collegio, Gennaro Mastroberardino, lo stoppa: «Non è consentito dal codice, a meno che non ci si trovi di fronte a precedenti per calunnia o falsa testimonianza».

CONVINTA O SPINTA?

Ha avuto altri drammi, Lucia, nel suo passato: una violenza sessuale quando era ancora una bambina. Ma come è arrivata a puntare il dito contro Pesci? Era poi così convinta di voler fare denuncia, o in qualche modo è stata spinta a farlo? Alla domanda dell'avvocato Anselmo, il capo della Mobile conferma che Lucia non si era presentata alla prima convocazione in questura. Si era giustificata dicendo di essere stata con un ragazzo con cui aveva una relazione, in realtà era andata a La Spezia con una persona per fare le pulizie sulla sua barca, o almeno così disse. Ma dalle intercettazioni emerge anche la grande ostilità della fidanzata di un amico di Lucia nei suoi confronti. «Una questione di gelosia, a mio parere», sottolinea Romano. E Anselmo replica: «Non sarà invece perché i due erano stati coinvolti nella vicenda come testimoni?».

È sulla spontaneità di Lucia che insiste la difesa. Romano spiega che è stata la ragazza a consegnare il suo telefonino ai poliziotti, e l'avvocato L'Insalata ribatte: «La polizia si è presa il cellulare per tre giorni: è lei stessa che lo dice il 1º agosto». Ma il dirigente della Mobile è altrettanto deciso: «La ragazza non ha mai detto di non voler procedere».

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GEORGIA AZZALI Chi è la ragazza della notte a casa di Federico Pesci? E - soprattutto - come sono state fatte le indagini su quelle ore di sesso e droga nell'attico dell'imprenditore? Ci sono parole e messaggi che non sarebbero stati...

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