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VIA BIXIO

Negozi sfitti, ma anche voglia di ripartire

12 luglio 2019, 05:06

Negozi sfitti, ma anche voglia di ripartire

ANTONIO BERTONCINI

Fiumi d'inchiostro, inutili gridi d'allarme e tante parole sono corsi in questi ultimi anni sulla situazione di via Bixio, principale dorsale di un Oltretorrente che non si rassegna a perdere la propria identità.

La storia in realtà non è molto dissimile a quella di altre strade importanti di Parma e di tante altre città italiane, che non sono riuscite ad operare sulla leva del cambiamento per far fronte ad una crisi economica, ma anche ad un degrado sociale, che hanno lasciato segni durissimi e molti “morti sul campo”, intesi come vetrine chiuse.

Ma gli anatemi servono a poco. Si tratta di un processo ineluttabile? Cerchiamo di leggere la situazione senza troppi pregiudizi, con gli occhi dell'osservatore che ha potuto leggere l'evoluzione del fenomeno.

VUOTA UNA VETRINA SU 4

Basta una passeggiata di 800 metri, da piazzale Corridoni a piazzale Barbieri per avere conferma di ciò che tutti sanno: almeno una vetrina su quattro è vuota; in molti casi troviamo entrambi i cartelli “affittasi” e “vendesi”, segnali dell'impotenza di molti proprietari di fronte al negozio vuoto; il turn over è comunque abbastanza accelerato (e questo è un segno di vitalità) soprattutto grazie all'intraprendenza di operatori stranieri, che hanno rilevato negozi di frutta e verdura, bar, lavanderie e hanno aperto laboratori per la riparazione di cellulari e la vendita di accessori; fatto più importante, nella via continuano ad operare almeno una ventina di negozi storici, spesso ad alta qualificazione, che richiamano consumatori e alimentano il commercio.

FINANZIATE 4 RIAPERTURE

Insomma, luci e ombre, in una strada che fa fatica come tante altre, nonostante gli sforzi del Comune che ha finanziato l'apertura di 4 nuove attività in zona e promuove manifestazioni ricorrenti, di cui qualcuna proprio sui negozi, come è il caso di “S-Chiusi”.C'è però un aspetto, di cui poco si parla, che meriterebbe più attenta considerazione: il riferimento è al degrado immobiliare di una serie di spazi commerciali e di alcuni edifici, che sicuramente non invoglia gli investitori ad aprire nuove attività qualificate come via Bixio meriterebbe. Bastano pochi esempi, fra i tanti che si incontrano sempre lungo quel chilometro scarso della strada.

BOTTEGHE ABBANDONATE

Al civico 17 c'è una specie di buco nero al posto del temporary shop che ha esaurito il suo ciclo vitale. Il degrado va letteralmente in scena al numero 29, una specie di pugno nello stomaco per i passanti, con una vetrina incassata, abbandonata e coperta di scritte di ogni tipo. Sotto gli occhi di tutti l'edificio occupato fino a qualche mese fa, al civico 61, con la facciata a dir poco “sgarrupata”, per non parlare delle vetrine, che fornisce una pessima immagine di una porzione invece assai vitale della via. E che dire del “Frutta buona – prossima apertura” che resiste da circa un anno solo con il cartello sulla vetrina, o de “La Taranta” al civico 53, che non sforna più pizza da tempo, ma resta in bella vista come archeologia industriale? Poi c'è il rimpianto del negozio ex Gabbi, che ha chiuso da tempo e attende investitori di buona volontà dietro un decoroso cartone marrone. Verso il fondo della via troviamo sbarrati da tempo immemorabile anche l'ex negozio con la serranda storica in legno (affittasi, ma a chi?) e quella che fu la profumeria Gallani, poi il negozio di bonsai, ma da decenni nulla più.

E LA SEDE DEI VIGILI?

Infine, una curiosità: ancora vuoto lo spazio che sarà adibito al presidio della Polizia Municipale, ma – come dice l'assessore Casa – i vigili arriveranno presto. Infatti l'assessore interviene sulla condizione della strada e annuncia nuovi incentivi per aprire le vetrine e l'arrivo dei vigili.

«Via Bixio – fa notare l'assessore Cristiano Casa – paga per antichi limiti di programmazione, oltre che per fatti oggettivo, ma la strada non è poi così male. Ci sono ancora presenze importanti che la rendono attrattiva, e il Comune ha fatto quello che poteva, finanziando l'apertura di nuove attività, tutte qualificate e ancora ben vive, e promuovendo manifestazioni commerciali e culturali».

RIVIVONO LE VETRINE SFITTE

Ma lo sguardo dell'assessore non si limita al passato: «Nell'ambito del piano del piccolo commercio – annuncia – abbiamo messo a punto un progetto volto a dare vita alle vetrine chiuse, con vantaggi sia per i proprietari che per i commercianti: proponiamo ai proprietari di mettere a disposizione le vetrine vuote per almeno sei mesi solo per esposizione di merce (non per vendita) in uso gratuito agli operatori interessati, dietro rimborso delle spese affrontate per IMU e TARI».

«Quanto agli spazi degradati – risponde Casa - cercheremo di applicare il regolamento per obbligare i proprietari ad intervenire e metteremo a disposizione, a titolo gratuito, delle immagini di Parma per rendere più gradevole la vista dei cantieri, in attesa degli interventi di ripristino».

E, in riferimento allo spazio da tempo allestito per il presidio della polizia Municipale, l'assessore assicura: «I vigili arriveranno in via Bixio entro l'estate».

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