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PARLA L'ISPETTORE

«Ecco come abbiamo bloccato l'ivoriano col coltello»

21 luglio 2019, 05:03

«Ecco come abbiamo bloccato l'ivoriano col coltello»

Michele Ceparano

«La nostra principale preoccupazione era quella che non facesse male a nessuno. Perciò lo abbiamo tenuto sotto controllo finché non siamo riusciti a bloccarlo». Quaranta minuti di follia rivivono nel racconto di Giuseppe Festa, ispettore della Squadra mobile, che ha contribuito a fermare l'ivoriano che, nel primo pomeriggio di venerdì, armato di un coltello, ha seminato il panico per le vie del centro. L'uomo, 45 anni, regolare in Italia con una protezione sussidiaria della durata di cinque anni e residente in centro, è stato bloccato e arrestato dalla polizia in viale Mentana. Ieri l'arresto dell'africano è stato convalidato e l'uomo ora si trova nel carcere di via Burla.

È un caldo venerdì pomeriggio di luglio. L'ispettore Festa, libero del servizio, è in via della Repubblica. A un certo punto vede un uomo correre da via XXII Luglio a borgo della Posta. È a torso nudo, ha in mano un coltello ed è inseguito da tre agenti della polizia locale. Anche Festa, 42 anni di servizio di cui 40 alla Mobile, si lancia al suo inseguimento e, nel mentre, allerta i suoi colleghi. In borgo della Posta, davanti all'ingresso della questura, l'ivoriano, coltello in pugno e urlando come un ossesso, si trova di fronte un agente con la pistola in pugno. Perciò l'energumeno prosegue per borgo Collegio Maria Luigia e da lì, con i poliziotti sempre alle calcagna, svolta in via della Repubblica. «Abbiamo cercato in qualche modo di “indirizzarlo” - continua l'ispettore - creandogli intorno una sorta di bolla». Insomma, i poliziotti, con tanto di auto, una della Volante e una della Mobile, lo marcano stretto per evitare che entri in contatto con qualcuno. A barriera Repubblica l'uomo, sempre più agitato, è raggiunto e circondato. Gli viene spruzzato negli occhi dello spray urticante. Che non ha alcun effetto. «Era una furia» aggiunge Festa. Anzi, con passo da atleta, il 45enne si lancia verso viale Mentana. I poliziotti all'inseguimento adesso sono in sei e riescono finalmente a tagliargli la strada. Poi, grazie a un sedia recuperata da un bar, un agente lo colpisce a un braccio facendogli finalmente cadere il coltello. Infine, grazie anche a un'altra «dose» di spray spruzzata negli occhi, il fuggitivo è bloccato e ammanettato.

Festa, che di esperienza ne ha tanta, è soddisfatto di com'è andata a finire questa vicenda. «Abbiamo utilizzato anche il tempo - continua - per farlo stancare ed evitare che venisse a contatto con i passanti che a quell'ora del pomeriggio erano numerosi. Una situazione di estremo pericolo che siamo riusciti a risolvere con il sangue freddo». I poliziotti, grazie anche a un costante aggiornamento professionale delle tecniche operative, si sono fatti trovare pronti.

Festa, inoltre, con occhio clinico, era allarmato anche per il modo con cui l'ivoriano maneggiava il coltello. «Sembrava avere una certa esperienza» spiega. La risposta gliel'ha data lo stesso 45enne ieri mattina in tribunale sostenendo che in Africa lui faceva il cacciatore. Tra le altre risposte che dovrà dare ci sarà, però, anche quella legata ai motivi per cui ha seminato il terrore in un tranquillo pomeriggio d'estate.

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