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Musica

«Vanessa», il primo album della Berni

21 luglio 2019, 05:01

«Vanessa», il primo album della Berni

VALENTINA CRISTIANI

«Prima di cantare ero un bruco, chiusa nelle mie paure e sofferenze inutili, con la musica mi sono trasformata in farfalla, che è anche l’immagine della copertina del mio cd».

Emotiva, empatica, spiritosa e responsabile le peculiarità che contraddistinguono la trentenne cantante parmigiana Vanessa Berni che, dopo tanta gavetta, ha da poco pubblicato il suo primo album «Vanessa».

«Nonostante la grande passione per la musica che possedevo già da bambina, mi sono avvicinata al canto solamente in età adulta, a 22 anni - spiega la Berni -, quando a causa di spiacevoli avvenimenti della mia vita ero entrata in un periodo di forte depressione. Mi sono aggrappata alla musica che è stata la mia ancora di salvezza. Ho così contattato la scuola “Arti e Suoni” di Parma ed ho iniziato con le lezioni di canto. Da allora sono rinata e non ho mai più smesso perché cantare è la mia ragione di vita».

«Vanessa» è un album autoprodotto grazie ad una campagna di raccolta fondi organizzata da Musicraiser.

«L’anno scorso sono stata contattata dallo staff di questa piattaforma online che si occupa di organizzare campagne di raccolta fondi per musicisti. Si propone un progetto e si creano delle ricompense per gli aderenti. Ho accettato la proposta di Musicraiser fissando un budget di 2000 euro; la raccolta fondi che si è conclusa con successo. Terminato il crowdfunding ho iniziato i lavori di produzione dell’album imbattendomi nelle prime difficoltà: le tempistiche, i dubbi sui brani che non mi convincevano o che erano scritti e musicati solo per metà, alcuni dovevano ancora nascere.. Ormai avevo preso il largo, dovevo però continuare il percorso».

I testi dell’album parlano di lei?

«Solamente due sono autobiografici (Cambierò e Unpredictable); gli altri sono tratti da diverse tematiche collettive che volevo affrontare. Da “Verde” che è la più leggera e dal sapore estivo che parla di due ragazzi che si sono a lungo frequentati in chat e finalmente decidono di fissare un vero incontro, a “Chi Sei” che affronta il delicato tema della violenza sulle donne. Il brano a cui sono più legata in assoluto è “Not Too Late” perché è quello che stilisticamente e musicalmente rispecchia a pieno il mio modo di cantare e la mia vera essenza».

Nel 2016 è stata scelta per The Voice of Italy, ci racconti le emozioni contrastanti che ha vissuto.

«Ero onorata, ho avuto modo di vedere gli studi rai, di parlare davanti alle telecamere, vedere tantissimi professionisti all’opera. Il contro è stato il mio atteggiamento, troppo agitata e presa a tratti dal panico non sono riuscita ad esprimermi al meglio data la mia emotività».

Nonostante da due anni si sia trasferita nel cremonese il legame con la “sua” Parma è fortissimo.

«Sono legatissima a Parma, ho vissuto a Fornovo e a Noceto, e frequentato a lungo la città per studi e altro; è qui dove ho iniziato a studiare canto, ad esibirmi ed ho proseguito con tanti concerti. Vi torno spesso essendo una delle voci soliste di “Anni 60 e dintorni”, un organico a supporto di un gruppo di ragazzi diversamente abili che sono parte integrante della band».

 

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