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Scandalo sanità

Abuso d'ufficio, Fanelli e altri nove rinviati a giudizio

23 luglio 2019, 05:08

Abuso d'ufficio, Fanelli e altri nove rinviati a giudizio

ROBERTO LONGONI

 

Concorsi proforma, camici già cuciti su misura. Quando non bastavano le regole confezionate ad hoc, i candidati conoscevano le domande in anteprima, così come gli esaminatori le graduatorie. Perché quelle dovevano essere. Le tesi sostenute dall'accusa rappresentata dal pm Paola Dal Monte sono state accolte dal gup Mattia Fiorentini, che ieri ha rinviato a giudizio dieci dei quindici indagati per abuso d'ufficio per quattro concorsi universitari che si sospetta siano stati pilotati. Oltre ai dieci, due - che invece hanno scelto il rito abbreviato - sono stati condannati, mentre i restanti tre hanno ottenuto la messa in prova. Anche Massimo Allegri (il medico della Seconda Anestesia del Maggiore delfino di Guido Fanelli) ha provato ad accedere alla misura, ma la sua richiesta è stata respinta. Mentre alla moglie Silvia Bettinelli, che dopo uno dei concorsi incriminati è diventata dirigente sanitario, è stata concessa; così come a Maria Luisa Caspani, dirigente sanitario di primo livello della Seconda Anestesia, oltre che membro della commissione esaminatrice; e così a Michele Bocchi, collaboratore amministrativo dell'Azienda ospedaliero-universitaria e responsabile del procedimento concorsuale.

L'inchiesta - nella quale fu coinvolto anche l'allora rettore Loris Borghi, morto suicida nel marzo del 2018 - non c'entra, almeno non in modo diretto, con Pasimafi. Ma anche qui spicca il nome di Fanelli, 63 anni, primario della Seconda anestesia del Maggiore fino al maggio 2017, quando finì ai domiciliari per l'indagine dei carabinieri del Nas coordinata dal pm Giuseppe Amara che aveva scoperchiato un presunto maxi-giro di bustarelle ai medici da parte di aziende farmaceutiche.

Le ipotesi di reato vanno dal giugno del 2014 al gennaio del 2017. Il «re della terapia del dolore», oltre che ordinario all'Università di Parma e primario, era presidente delle commissioni esaminatrici accusate di aver pilotato i concorsi. Con lui e Allegri, 46 anni, rinviati a giudizio Raffaella Troglio, 60 anni, e Maria Barbagallo, 53, dirigenti sanitarie della Seconda anestesia e componenti della commissione esaminatrice, Pierfranco Salcuni, 71, direttore del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell'Università. A processo il 4 dicembre anche Maurizio Marchesini, bresciano di 43 anni (il cui nome sarebbe finito nei turni prima ancora della conclusione delle prove). A giudizio con lui, quattro candidate che avrebbero goduto dei concorsi pilotati: la parmigiana Susanna Biondini 36 anni, la mantovana Fabiana Salici, 35, Raffaella Di Pasquale, 36 anni di Messina, e la materana Adriana Valente, 39 anni. Sempre stando alle accuse, alle quattro, su indicazioni di Fanelli, sarebbero state consegnate in anticipo le domande della prova. Raffaella Di Pasquale, inoltre, sarebbe stata ammessa al concorso nonostante la sua domanda fosse giunta fuori tempo (e per questo fosse stata esclusa da una delibera del direttore generale Massimo Fabi).

Gianluigi Michelini, dirigente dell'Area dirigenziale personale e organizzazione dell'Università e Giorgietta Leporati, responsabile dell'Unità organizzativa specialistica coordinamento amministrativo dipartimento di Scienze giuridiche hanno scelto il rito abbreviato. Entrambi sono stati condannati: il primo a nove mesi, la seconda a sei (con interdizione dai pubblici uffici corrispondenti agli stessi periodi), con pena sospesa e non menzione. «Attendiamo le motivazioni della sentenza, per poi ricorrere in appello» annuncia il loro avvocato Stefano Delsignore.

Infine, un procedimento che riguarda solo Fanelli. L'ex primario è stato rinviato a giudizio anche per truffa ai danni dello Stato. Attraverso una serie di «scorciatoie», avrebbe fatto ricoverare una persona, perché fosse sottoposta a una serie di visite specialistiche ed esami strumentali senza pagare il ticket. Questo capo d'imputazione riporta nell'orbita del caso Pasimafi: il paziente in questione è figlio di uno degli imprenditori arrestati nella grande inchiesta.

 

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