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MOSTRA

«Pasolini e le donne»: gli amori del poeta

08 agosto 2019, 05:01

«Pasolini e le donne»: gli amori del poeta

KATIA GOLINI

 

Ribelli, anticonformiste, capaci di pensare con la propria testa. Famose, ma dolenti, indipendenti e meravigliose. «Pasolini e le donne», la mostra in corso al museo Pier Maria Rossi a Berceto (aperta fino al 15 settembre), è un omaggio all'artista e alle donne - alla loro intelligenza - che lo hanno affiancato lasciando ognuna a suo modo un segno profondo.

Curata da Giuseppe Garrera, che ha messo a disposizione le fotografie della sua collezione privata, e da Sebastiano Triulzi, la mostra è promossa dall'associazione culturale Sentieri dell'arte, la stessa che organizza, sempre a Berceto, il Coscienza festival.

 

Immagini che raccontano frammenti di una vita troppo breve. Fotografie d'autore che squarciano attimi di storia da non dimenticare. Spunti per la riscoperta di un grande scrittore, regista, intellettuale. Soprattutto poeta. Quello che la mostra - novanta fotografie perfette dal punto di vista estetico, accompagnate da testi, testimonianze e suggerimenti di lettura - intende mettere in luce è un intreccio di storie magnifiche per profondità e intensità, con qualche pennellata di cronaca rosa d'antan. Un'iniziativa, quindi, che offre spunti di riflessione su vari fronti, accende ricordi e regala altri punti di vista sulla vita di Pasolini e il contesto in cui è vissuto.

 

 

Amicizie che sconfinano nell'amore. Amori costretti a diventare amicizie. Legami profondi. C'è mamma Susanna ad aprire e chiudere il viaggio, colei che ha trasmesso al giovane Pier Paolo l'amore per la poesia. Lo stesso sorriso, lo stesso taglio degli occhi, la stessa espressione malinconica del figlio: l'immagine-manifesto della mostra, proposta in tre versioni simili ma non uguali, riprende un tenero abbraccio immortalato da Vittorio La Verde che firma tutte le fotografie dei due insieme nello studio di casa a Casarsa nell'Udinese.

Oltre all'amata mamma, le altre. Figure femminili di spicco, esempi di quella «razza sacra» incapace di omologarsi alla cultura dominante. Silvana Mangano, per esempio. Da icona sexy di «Riso amaro» a sagoma esile ed elegante ritratta sul set di «Edipo re» (film del 1967). Lei, bellissima maggiorata incantatrice di uomini, veste i panni di una Giocasta d'inizio Novecento. Nelle immagini proposte trapela un affetto che va oltre il rapporto attrice-regista.

Stupisce la serie di fotografie dedicata a Maria Callas. E' sul set di «Medea» che lei apprende del matrimonio di Onassis con Jacqueline Kennedy e Pasolini non la lascia un attimo: i due hanno modo di stare sempre insieme e consolidare un affetto diverso da ogni altro. I due compaiono anche per strada e a feste di gala, insieme, più che mai uniti. Un'amicizia molto simile a un vero amore.

Ma in mostra ci sono le immagini di Pasolini con Anna Magnani, Dacia Maraini, Elsa Morante ovviamente Laura Betti, custode del ricordo del poeta grazie alla Fondazione Pasolini da lei voluta. E poi Amelia Rosselli, Anna Maria Ortese, Elsa De’ Giorgi, Oriana Fallaci. Donne eccezionali.

 

Dietro una mostra tanto ricca c'è prima di tutto un meticoloso lavoro di ricerca e raccolta delle immagini. Giuseppe Garrera è il collezionista che ha saputo negli anni mettere insieme una raccolta privata unica al mondo passando al setaccio i mercatini di tutt'Italia e soprattutto quelli mitici di Porta Portese a Roma, storico dell’arte, coordinatore scientifico del Master in Economia e Management dell’Arte e dei beni culturali della Business School del Sole 24 Ore.

Al suo fianco Sebastiano Triulzi, giornalista, critico letterario, collaboratore di importanti testate nazionali come «Repubblica» e «L'Espresso», docente di letteratura contemporanea.

«È una esposizione intima, iconica, che attraverso scatti originali e rari, permette di “vederli” questi legami, di spiare il rapporto e l'intimità di Pasolini con ognuna di queste donne - spiegano i curatori -. E di costituire per lo spettatore una processione di idee, di divinità, di modelli o di incarnazioni scomode del femminile. Pur nella concentrazione ed essenzialità, una particolare attenzione viene dedicata ad alcuni legami profondi con figure femminili eccezionali, ancora da scoprire e indagare, prima fra tutte Giovanna Bemporad, Laura Betti, Lorenza Mazzetti e Silvana Mauri».

 

 

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