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CRUDELTA'

Colorno, riccio ucciso e bruciato nel parco

09 agosto 2019, 05:06

Colorno, riccio ucciso e bruciato nel parco

Cristian Calestani

COLORNO - Un riccio ucciso e bruciato e, poi, una serie di danni al parco giochi del quartiere Cardinazzi.

Questo il risultato di una notte movimentata lungo le strade di Colorno.

Gli autori, secondo le testimonianze di alcuni residenti, sarebbero alcuni giovanissimi del paese che in una delle scorse notti non hanno trovato nulla di meglio da fare che disturbare la quiete del quartiere e, soprattutto, accanirsi contro un riccio finendo per ucciderlo e poi per tentare di dargli fuoco nel parchetto del Cardinazzi, non lontano dall’ufficio postale.

Un episodio, reso pubblico da una cittadina su Facebook, che sta facendo molto discutere.

Tra le prese di posizione sul tema quella del consigliere comunale di maggioranza Maurizio Segnatelli che ha dichiarato: «Non è accettabile tutto questo. Presto saranno installate delle telecamere di videosorveglianza per riprendere i colpevoli di certi atti vandalici, identificarli e fare in modo che paghino i danni. Prevedremo anche degli incontri nelle scuole per sensibilizzare i nostri giovani rispetto alla tutela dell’ambiente e della nostra terra perché è necessario custodire il Creato».

Sul tema vandalismi è intervenuto anche il sindaco di Colorno Christian Stocchi: «Fin dai primi giorni del mandato mi sono rivolto a chi compie atti vandalici, abbandona i rifiuti e non raccoglie gli escrementi dei propri cani. Atti incivili – dichiara il sindaco - che peggiorano la qualità della vita di tutti perché gli spazi pubblici sono qualcosa che appartiene a tutti noi e perciò dobbiamo preservarli in modo responsabile. L’uccisione del riccio, per la quale mi hanno contattato diversi cittadini in questi giorni, mi indigna profondamente, come sta indignando moltissimi colornesi. I responsabili di questa azione deprecabile sono andati davvero oltre ogni immaginazione. Come sindaco, ma anche come genitore e persona professionalmente impegnata in campo educativo, credo fermamente che dobbiamo agire su due piani. Innanzitutto sul piano educativo. Da parte mia non mancherò di evidenziare pubblicamente questi comportamenti sbagliati, sperando che ciò possa far riflettere i responsabili e stimolare comportamenti diversi. Ma occorre fare di più. A settembre partirà il progetto “Colorno sicura” che gradualmente implementeremo nei punti chiave del paese. Più telecamere e più presidio del territorio. Sicuramente un aiuto, che non potrà essere risolutivo, ma certamente utile ad individuare e sanzionare chi non vuole bene a Colorno e chi arriva persino a gesti come questi».

Dall’opposizione interviene Alberto Padovani (ColornoLab).

«Questi episodi - dice Padovani - ormai non più isolati, sono la spia di un disagio, che in altri luoghi si è manifestato in forme ancora più gravi, vedi piazzale Pablo a Parma. ColornoLab nel programma elettorale ha puntato su un “Progetto educativo di comunità” che include anche controllo e contrasto a reati, perché di reati si tratta. Ma se non ripartiamo dalla rete familiare, sociale e associativa, la sola repressione non può bastare e non è mai stata la ricetta vincente. Occorre portare i giovani a ragionare e diventare protagonisti attivi e positivi del loro presente e futuro».

 

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