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CRAC

Da Chagall a Picasso: all'asta la collezione di Tanzi

09 agosto 2019, 05:08

Da Chagall a Picasso: all'asta la collezione di Tanzi

Katia Golini

Manet, Monet, Cézanne, Matisse, van Gogh, Balla, Boccioni. E ancora Renoir, Chagall, Signac, Balla, Magritte. Solo per citarne una manciata (impossibile citarli tutti). E' sbalorditivo l'elenco delle firme e, in molti casi, la qualità delle opere che tra poche settimane andranno all'asta. Un tesoro da manuale di storia dell'arte. Una raccolta incredibile - anche perché proveniente, non da un museo, ma da una collezione privata sottoposta a sequestro giudiziario - adesso pronta per essere immessa nel mercato.

Sono già pubblicati sul sito dell'Istituto vendite giudiziarie (www.ivgparma.it) i 175 pezzi appartenuti alla famiglia di Calisto Tanzi che da settembre a ottobre resteranno consultabili via web e che saranno esposte in una grande mostra aperta al pubblico a partire dal 6 settembre all'Ape Museo di via Farini.

Possono cominciare a sfregarsi le mani i collezionisti di tutto il mondo, anche perché parliamo di 175 opere - alcune di forte appeal destinate ai grandi collezionisti con enormi disponibilità economiche e altre di autori meno noti ma non di minor interesse - tra oli, disegni, grafiche e oggetti d'arredo.

DOPPIA ASTA

Le opere sono state suddivise, con la consulenza della casa d'aste Pandolfini di Firenze, in due macrolotti. Il primo, composto da 55 tele, tavole e disegni su carta, ritenute di interesse internazionale, prevede un'asta all'incanto - ossia a rilancio con alzata di mano - il 29 ottobre al Centro Svizzero a Milano.

Dal 5 settembre invece si aprirà la gara online, con le restanti 75 opere. La base d'asta è già stata fissata e indicata. Oltre ai quadri, sculture, stampe, mobili, candelabri, vasi. Resterà aperta due settimane esatte (chiusura fissata al 19 settembre).

OPERE DA MANUALE

La collezione privata, sequestrata in seguito al crac Parmalat, annovera impressionisti, espressionisti, «pointilistes». E ancora, futuristi, veristi, cubisti e surrealisti. Parliamo di 125 pezzi, la maggioranza oli su tela, ma anche pastelli, incisioni, disegni a china, realizzati da fine Ottocento a metà Novecento dai più grandi artisti tra Italia, Europa e Russia.

LE FIRME

Tra i nomi illustri i precursori Cézanne e Camille Pissarro. A seguire, non certo per importanza, Manet e Monet (anche la «Falaise» esposta temporaneamente alla Galleria Nazionale in Pilotta). Restando in Francia Toulouse Lautrec, Matisse, Dégas, Renoir, Signac e una «Natura morta» postcubista di Picasso, ritenuta una delle opere di maggiore valore.

Nella collezione anche un «insolito» olio di Gauguin («Giacinti e pere su un giornale» datato circa 1876, antecedente la fuga a Tahiti), due Mirò (una litografia e un pastello colorato e china «Ragazza, uccelli» del 1975), un disegno di Chagall - altro pezzo molto forte della collezione - e persino un pastello di Vincent van Gogh. E po ancora Kandinsky con una paesaggio d'inizio Novecento degno di essere esposto in un museo.

Tra gli artisti italiani, anche in questo caso solo per citarne alcuni, Modigliani, Boccioni, De Nittis, Segantini e la famosa «Finestra su Dusseldorf» di Balla, tra «puntilismo» e neofuturismo, un vero capolavoro capace di precorrere i tempi anticipando i canoni dell'arte contemporanea.

IL VALORE

Difficile dire a quanto possa ammontare il valore della collezione. Il prezzo, come si usa dire, lo fa il mercato. E' chiaro però che di fronte ad artisti tanto importanti si può tranquillamente parlare di milioni di euro. Inoltre le sorprese non mancheranno. Basti pensare al Picasso: negli ultimi anni non c'è stata una sola vendita di sue opere che non abbia fatto scalpore.

 

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