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INCIVILTA'

Cane con collare elettrico, denuncia

10 agosto 2019, 05:04

Cane con collare elettrico, denuncia

MARA VAROLI

C'è chi lo ha visto vagare nei campi di una frazione cittadina. Un bel setter da caccia bianco e nero si era allontanato troppo da casa e non trovava più la via del ritorno. Al collo non aveva un normale collare, con scritto il suo nome, ma uno di quegli arnesi che danno la scossa. Che per assurdo possono essere venduti, ma non utilizzati perché l'animale soffre quando si schiaccia il pulsante per telecomandarlo, come una macchinina da corsa o un peluche che canta. Arnesi che fanno impazzire il cane.

Il giovane setter inglese non è un giocattolo e al collo aveva un collare elettrico. E purtroppo non è il primo e non sarà l'ultimo. Gli uomini della Cooperativa Avalon, che gestiscono il canile gattile municipale «Lilli e il Vagabondo», non hanno perso tempo: arrivati sul posto, hanno recuperato il cane e lo hanno portato al sicuro, nella struttura di via Melvin Jones. Ed è grazie all'assessore al Benessere animale del Comune di Parma Nicoletta Paci che sono intervenuti i carabinieri, che è stata fatta una regolare denuncia, il collare è stato sequestrato, e il setter è stato salvato: forse d'ora in poi non porterà più il collare elettrico e non dovrà più soffrire inutilmente, come invece è successo fino all'altro ieri.

LA STORIA

«Il setter da caccia è stato trovato in aperta campagna - racconta l'assessore Nicoletta Paci -. Recuperato dagli operatori di Avalon è stato portato al canile: indossava un collare elettrico. Immediatamente abbiamo sollecitato l'intervento dei carabinieri forestali, perché questo tipo di collare è vietato dalla legge. E abbiamo fatto la denuncia. I carabinieri sono intervenuti nella struttura di via Melvin Jones e hanno completato il verbale. Nel frattempo il proprietario ha telefonato al canile e, alla presenza dei carabinieri, ha riportato il cane a casa, ma senza collare. Ora i carabinieri proseguiranno le indagini».

Non si stanca di ripetere l'assessore: «Questo tipo di collare non va utilizzato, perché l'animale soffre tanto: è uno strumento di maltrattamento - sottolinea con forza la Paci -. E' per questo motivo che è severamente vietato dalla legge. Ma purtroppo ci sono ancora tante persone che pensano di poterlo utilizzare: i metodi coercitivi non vanno mai bene».

A PARMA TANTE CONDANNE

E per chi li usa non bastano le scuse: «Negli ultimi dieci anni solo a Parma ci sono state ben 20 condanne definitive per l'utilizzo di collari elettrici - conferma Francesco Cavalli, capo nucleo delle Guardie zoofile -. Purtroppo nonostante l'utilizzo sia vietato, la vendita è libera e tutti usano questo strumento per una convinzione completamente sbagliata. Il collare elettrico costituisce per l'animale una forma di sofferenza che non riesce assolutamente a modificare l'indole dell'animale, ma al contrario confonde quelle che sono le caratteristiche etologiche dell'animale stesso. In sostanza, l'utilizzo del collare elettrico che provoca dolore al momento che rilascia la scarica non va a modificare quello che stupidamente il padrone vorrebbe dal suo cane, bensì è provato da tanti studi che provoca aggressività, paura e timore nell'animale. Tuttavia, è convinzione diffusa, specialmente tra i cacciatori, che l'utilizzo di questo strumento possa addestrare l'animale per selezionare un preciso tipo di selvaggina». Senza pensare che utilizzando il collare elettrico si compie un reato: «Nessuno si rende conto di quanto sia grave il reato che sta commettendo - continua Cavalli -, fortunatamente la magistratura di Parma ritiene che l'uso dei collari provochi inutile sofferenza. Il proprietario rischia una condanna per il reato di maltrattamento che viene commutata in sanzione pecuniaria con o senza la non menzione e che può arrivare a 5mila euro. A Parma molte persone sono state denunciate per questo reato: non solo hanno avuto la confisca del collare, hanno avuto sanzioni pecuniarie e nel caso specifico di cacciatori l'impossibilità di rinnovare la licenza di caccia. Analoga cosa vale per coloro i quali utilizzano il collare elettrico per impedire l'uscita dalla proprietà (collare elettrico perimetrale) a cui è affidata la difesa all'animale stesso. A differenza di altre province, alla procura di Parma va riconosciuta l'attenzione che ha sempre dimostrato nei confronti di utilizzatori di collari elettrici, condannandoli a pene di un certo rilievo. Il sequestro del cane in genere non viene eseguito dal momento che andrebbe ancor più a gravare sull'animale stesso: l'allontanamento del cane dal padrone, benché scorretto, è troppo doloroso per l'animale».

 

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