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Diciottenne arrestato

Faceva parte di una baby gang: in cella

10 agosto 2019, 05:08

Faceva parte di una baby gang: in cella

LUCA PELAGATTI

Per le strade del centro, tra i negozi dove sistematicamente andava a fare danni, quella faccia significava guai in arrivo. Tanto che parecchi commercianti quando lo vedevano arrivare, da solo o accompagnato dalla sua baby gang, chiudevano a doppia mandata la porta. Nella zona di viale Toschi e della stazione, invece, c'era chi aspettava con ansia di incontrarlo. Non certamente per affetto, sia chiaro. Ma perché sapevano che lui aveva sempre droga in tasca pronta da piazzare.

Ricettazione, rapina, furto aggravato, spaccio: queste le accuse che hanno portato in cella Mustapha Fehmani, nato a Casablanca 18 anni fa ma da tempo residente a Parma. Dove, nonostante la giovane età, è già riuscito a mettere insieme una nutrita lista di precedenti di polizia per colpi assortiti e spaccio.

A fare scattare le manette, mentre si trovava al parco Ducale, sono stati i carabinieri che sono arrivati a lui indagando su una serie di reati che hanno portato il giovane nel mirino anche della squadra Mobile. E, infatti, militari e poliziotti, nel giro degli scorsi mesi, hanno messo insieme un corposo incartamento su questo ragazzino terribile che «aveva lo spaccio di droga come unica forma di sostentamento». Mentre furti e rapine, pare di capire, erano una specie di pericoloso passatempo o un modo particolare per procurarsi capi di moda.

Il lavoro dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile e dei poliziotti della Mobile ha così permesso di ricostruire una serie di razzie messe a segno in centro dove, con un gruppo di altri giovanissimi, spadroneggiava con l'aria del duro. Uno di quelli che, se serve, non hanno remore a fare cantare le mani.

Lo dimostra, ad esempio, quanto accaduto nel negozio H&M di via Mazzini dove il 18enne ha lestamente sfilato una banconota dalla tasca di un altro giovane che, però, si è accorto di quanto stava accedendo. E che proprio per questo ha rimediato calci e schiaffi. Non meglio è andato ad un altro ragazzo che sempre in via Mazzini è stato avvicinato dal marocchino: «Dammi i tuoi occhiali», ha ringhiato il baby rapinatore che a febbraio aveva anche aggredito un passeggero su un bus della linea 5. Il motivo? Semplice: prendergli con la forza il telefono cellulare.

Insomma, un giovanissimo aggressivo che usava la prepotenza per derubare i coetanei impegnati nella vasca in centro mentre nel caso dei raid ai danni dei commercianti preferiva usare l'azione di gruppo. Quella in cui ci si fa forza con il numero e si distrae la vittima. Poi la si deruba.

E' accaduto, ad esempio, quando con dei complici, ha sottratto delle maglie nel negozio New Balance di via Repubblica o quando ha fatto sparire un giubbotto nel negozio Napapijri di via Mistrali. E ancora, secondo quanto indicato dalla procura nell'ordinanza di custodia cautelare, altri furti sono stati messi a segno in un negozio di ottica e nella profumeria Sephora di via Cavour. Sempre con la stessa la tecnica: uno attirava lo sguardo del commerciante mentre il ragazzo, - «con l'aggravante della destrezza» - si dava alla fuga con il bottino tra le mani.

Ma la sua vera attività, secondo quanto emerso, era quella dello smercio di droga: a giugno era stato fermato dai carabinieri del Radiomobile con addosso hashish e denaro di provenienza più che dubbia e dalle indagini svolte è risultato che bazzicava intorno alle scuole cittadine. Dove smerciava dosi anche a ragazzini ben più giovani di lui, in alcuni casi minorenni.

Tutto questo è stato riassunto nella misura che gli ha spalancato le porte del carcere con una frase definitiva: «I delitti si sono consumati con modalità che denotano spregiudicatezza nel delinquere e studio di un protocollo d'azione collaudato».

Tradotto dal linguaggio giuridico sarebbe come dire che si tratta di un predatore senza scrupoli, preparato e deciso. E il fatto che sia poco più che un ragazzino lascia ancora più sgomenti.

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LUCA PELAGATTI Per le strade del centro, tra i negozi dove sistematicamente andava a fare danni, quella faccia significava guai in arrivo. Tanto che parecchi commercianti quando lo vedevano arrivare, da solo o accompagnato dalla sua baby gang,...

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