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BABY GANG

Resta in cella il ragazzino terribile

11 agosto 2019, 05:04

Resta in cella il ragazzino terribile

Poco più che un ragazzino. Eppure pronto a rischiare anche per qualche decina di euro. Giovanissimo - 18 anni soltanto - ma spregiudicato come chi ha un passato costellato di guai. D'altra parte, Mustapha Fehmani, origini marocchine, finito in carcere nei giorni scorsi dopo essere diventato il terrore dei commercianti, insieme ad altri amici della sua baby gang, aveva già colpito da minorenne: rapina e lesioni. Nell'interrogatorio di garanzia ha scelto la linea del silenzio, e il gip Mattia Fiorentini, che qualche giorno fa l'aveva spedito in cella, ha deciso di confermare il carcere. La difesa di Fehmani, comunque, non ha chiesto in questa prima fase né la revoca né la sostituzione della misura cautelare.

Ricettazione, rapina, furto aggravato e spaccio: è finito in via Burla con questa serie di accuse, ma - secondo l'accusa - per buona parte della giornata Fehmani bazzicava tra viale Toschi e la stazione per piazzare soprattutto hashish. A giugno era già stato bloccato dai carabinieri con addosso un po' di «roba», oltre che alcune banconote di dubbia provenienza. Nei giorni scorsi, poi, il ragazzo è stato arrestato dai militari mentre era al parco Ducale, ma anche la Squadra mobile ha raccolto una serie di riscontri sulle «attività» del ragazzino. Che avrebbe messo a segno una serie di razzie in centro, insieme ad altri giovani complici: negozi di abbigliamento, ottici e profumerie. La tecnica era sempre la stessa: uno dei giovani distraeva la commessa chiedendo consigli o informazioni, e Fehmani si dileguava dopo aver messo le mani sul bottino.

Ma spesso avrebbe agito anche da solo, come quando minacciò un ragazzo in via Mazzini per farsi dare i suoi occhiali o quando sfilò una banconota dalla tasca di un giovane dentro al negozio H&M.

G.Az.

 

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