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Pugilato

Anna Laura: «La mia boxe? Passione e testa»

12 agosto 2019, 05:04

Anna Laura: «La mia boxe? Passione e testa»

TOMMASO VILLANI

 

«Ogni pensiero va al pugilato. La boxe è una disciplina che consiglio alle donne, accresce autostima e consapevolezza di sé».

Anna Laura Demuru, classe 2001, frequenterà il quarto anno al liceo artistico Toschi. Alterna l’affetto per la propria famiglia con l’amore per il proprio fidanzato. Si direbbe che la sua, è una vita comune a quella di tante coetanee. Non fosse per una passione sbocciata negli ultimi mesi, ma che affonda le radici nella prima infanzia: la boxe.

«Avevo 7 anni - Anna Laura racconta - quando mio padre, un giorno decise di portarmi con lui alla Boxe Parma in via Silvio Pellico, dove si allenava con regolarità. Voleva allenarsi ma non sapeva a chi lasciarmi».

E prosegue: «Mai scelta paterna fu migliore. Infatti, rimasi estasiata dall’osservare tutte quei pugili che salivano sul ring, saltavano la corda, portavano colpi a enormi sacchi neri o a compagni di allenamento, eseguivano figure davanti a specchi a grandezza naturale».

Con una nota di rammarico sottolinea: «Ma i tempi non erano pronti perché dedicassi anima e corpo a questa “nobile arte”. Dopo una breve parentesi pre-pugilistica, mi dedicai al tennis con ottimi risultati fino ai 12 anni, quando contro ogni aspettativa, decisi di abbandonare la racchetta poiché non più appagata. A 14 anni compiuti, mi sono rimessa i guantoni e mi sono iscritta alla Boxe Parma fino a novembre 2018, quando sono passata alla Second’s Out. Lì ho trovato la dimensione sportiva che cercavo: un gruppo fantastico di praticanti agonisti ed amatoriali, e soprattutto maestri con la “m” maiuscola. Ringrazio in particolare Giuseppe Disogra, che mi dedica tanta attenzione, e non manca di rimproverarmi se occorre; lo fa a fin di bene, perché ha a cuore la mia crescita tecnica, atletica e mentale. Dice che non me la cavo male, che ho doti atletiche importanti, ma che devo lavorare su emotività, concentrazione e, più in generale, testa».

Aggiunge: «La testa, è fondamentale nello sport come nella vita; grazie a lei abbiamo fiducia in noi, sappiamo scegliere quale strada percorrere, non ci arrendiamo quando tutto e tutti sembrano incitarci a farlo, ad esempio vinciamo un incontro nel momento stesso che saliamo sul ring se mostriamo la giusta attitudine. La boxe è per me scuola di vita; ti migliora in questo aspetto, in cui mi sento ancora fragile. Quest’anno ho debuttato il primo maggio in trasferta contro la padovana Claudia Pattarello e il 22 giugno ho combattuto a Parma contro Morena Bedetti. Due vittorie, tanta soddisfazione. Ma che fatica: ho vissuto che cosa significa sentirsi deboli di testa: le emozioni devono essere incanalate altrimenti non sei lucido, le gambe ti tremano e le certezze che avevi in allenamento ti abbandonano».

Anna Laura fa un appello: «La boxe non deve essere messa al bando, la consiglierei alle donne sia come forma di divertimento, che di crescita personale perché sviluppa l’autostima, elimina gli alibi che ogni giorno per comodità ci costruiamo, per trovare rassicurazioni, che nella realtà non esistono, e rafforza la consapevolezza di noi stessi e delle cose che sono davvero importanti».

 

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