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CALCIO

D'Aversa soddisfatto del suo Parma

12 agosto 2019, 05:01

D'Aversa soddisfatto del suo Parma

Massimo Sperindè

Calcio d'agosto? Certo. Però sempre di una sfida a livello di serie A, si trattava. E la bella vittoria in rimonta contro la Samp, al di là di caldo, cambi a pioggia e tempistiche, ha sicuramente confermato la buona vena di questo Parma che sta crescendo e guarda in alto, con motivata ambizione.

Roberto D'Aversa ne è ben consapevole e, senza esaltarsi per un successo fine a se stesso, era sicuramente contento di quanto la sua rinnovata creatura ha saputo mettere in mostra l'altra sera al Tardini:

«Sì, sono soddisfatto - ha infatti spiegato con serena consapevolezza, sia in mixed zone che di fronte alle telecamere - pur considerando che era solo calcio d'estate e che queste partite hanno un valore relativo. Però, quando si scende in campo, lo si fa per cercare la miglior condizione e per cercare la prestazione, ma anche per portare a casa il risultato, comunque. Quindi va bene così».

Tanti movimenti, tanti volti nuovi, cose buone e meno buone...

«Con calma analizzeremo meglio cosa è andato bene e cosa meno. Lo scopo è sempre quello di migliorarci e questo era comunque un test importante».

Nel secondo tempo, con l'ingresso di Karamoh si è visto un breve accenno di tridente: nonostante la girandola di cambi è parsa una soluzione valida. Ma un tridente così può reggere anche in campionato, con altro spirito e altri ritmi in campo?

«Secondo me sì. Costruendo una squadra si cercano giocatori in grado di coesistere, perché nel calcio la cosa importante è abbinare le caratteristiche fisiche e tecniche. E penso che in questo Parma sia così. Sì, si può fare».

Un'accelerazione fulminante di Gervinho e un gran gol da fuori di Sprocati hanno deciso il risultato, ribaltando la prodezza di Ramirez: due note positive ovviamente indiscutibili. Ma cercando tra quelle negative, operazione necessaria per potersi migliorare, si potrebbe dire che è apparsa un po' farraginosa la coabitazione di Hernani e Brugman a centrocampo...

«In realtà penso che Gaston (Brugman) abbia fatto un’ottima gara, ma che possa fare anche meglio in quella posizione, con due mezzali di grande fisicità che vanno a sopperire la struttura fisica. Nel momento in cui gioca in maniera lineare, come ha fatto nel primo tempo, ha fatto bene. Hernani, invece, viene da un campionato estero, è un brasiliano, deve avere il tempo di adattamento al nostro modo di interpretare il calcio e imparare a velocizzare il gioco, trattenendo meno il pallone. L'ho fatto uscire perché ha giocato con un problema al tendine, ma tecnicamente non si discute, è sicuramente molto forte».

Adesso iniziano le gare ufficiali. Coppa Italia e poi, subito, la Juventus...

«Inutile sottolineare il valore dell'avversario e le difficoltà che ci saranno. Ma nel calcio non c'è nulla di impossibile. Sappiamo quanto la città tenga a questa partita e vorremmo muovere subito la classifica, anche perché la nostra ambizione è ovviamente quella della salvezza, ma vorremmo arrivarci un po' prima dell'anno scorso. Evitando qualche patema di troppo nel finale».

E nell'attesa c'è sempre il mercato. Da seguire con quali aspettative?

«Diciamo che, numericamente, ci mancano un paio di elementi in difesa e la società lo sa. Poter lavorare con gli stessi elementi dell'anno precedente è comunque un vantaggio».

Un'ultima cosa, tanto per tranquillizzare chi ha notato il dettaglio: uscito dal campo, Inglese è stato a lungo massaggiato. Qualche problema muscolare?

«No, assolutamente. Stiamo solo lavorando per arrivare ad avere i 90' nelle gambe. Tutto a posto».

 

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