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Scomparso

Addio a padre Musi, un «faro» per generazioni di scout

13 agosto 2019, 05:06

Addio a padre Musi, un «faro» per generazioni di scout

Luca Molinari

E’ stato il punto di riferimento di centinaia di scout parmigiani e il «padre» della Stamperia scrl (ex tipografia benedettina) l’abate Antonio Musi, scomparso improvvisamente a 74 anni in Sardegna, nell’abazia di San Pietro di Sorres, che guidava dal 2007.

Originario di Canossa, padre Musi è stato ordinato sacerdote il 22 giugno del 1969 e fino al 1996 ha vissuto nel «nostro» monastero di San Giovanni Evangelista, ricoprendo svariati incarichi.

Alla guida della storica tipografia benedettina in un periodo delicato, aveva saputo riportarla a nuova vita promuovendo la nascita di una cooperativa di lavoratori.

«Sono stati la sua tenacia, la sua capacità comunicativa, il bene che ha voluto alle maestranze della tipografia a convincermi ad affrontare il progetto di fondare una cooperativa - ricorda l’attuale presidente della Stamperia Marco Saccani insieme ad Antonio Dacci, Davide Tavacca, Gabriele Bacchini, Simone Nova, Manuela Arcari, Matteo Saccani, Roberto Tinelli, a tutte le maestranze e agli storici soci a riposo Lanfranco Emoli e Annie Malanca - Ogni volta che veniva a Parma, non mancava una sua visita in azienda e si vedeva chiaramente la soddisfazione di quello che aveva contribuito a realizzare. Andavo spesso a trovarlo al monastero in provincia di Sassari, era un piacere reciproco, fatto quasi sempre di ricordi, chiedeva informazione sui ragazzi della Stamperia, sull’andamento del lavoro e sulla nostra città. Che dire, io con don Antonio perdo un amico, l’azienda perde il fondatore, colui che più di tutti ha creduto e realizzato un sogno».

Cordiale e riservato, padre Musi era un grande sostenitore dei giovani.

Per un primo periodo assistente dell’Azione Cattolica nella chiesa di San Giovanni Evangelista, nel 1977 padre Musi aveva iniziato il suo servizio tra gli scout del gruppo Parma 1.

Un incarico che ha portato avanti per vent’anni, fino al 1996, crescendo generazioni di giovani parmigiani.

Dal 1987 al 1994 è stato vice assistente di zona dell’Agesci, affiancando don Paolo Berciga e don Mauro Pongolini. Profondamente legato alla nostra città, padre Musi tornava spesso per riabbracciare i confratelli e gli amici parmigiani.

Trasferito a Casalbordino ed elevato ad Abate, dal 2007 guidava l’abazia di San Pietro di Sorres. «Il nostro gruppo scout è cresciuto con padre Musi - ricorda Pierluigi Alberti, capo scout del Parma 1 - Ha educato generazioni di parmigiani. Era una persona unica, che partecipava a tutte le nostre uscite. Da quando se n'era andato da Parma, ogni anno come regalo gli acquistavamo un abbonamento alla “Gazzetta”. Per lui era il regalo migliore e più gradito che gli permetteva di rimanere legato alla nostra città. Tutti gli anni tornava a Parma e ci ritrovavamo sempre. A settembre avrebbe compiuto 75 anni e stavamo organizzando una festa in un maneggio di un nostro amico. E’ un giorno triste per lo scoutismo parmigiano».

 

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