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Il personaggio

Alessandro Spaggiari: «L'agricoltura è il mio futuro»

13 agosto 2019, 05:02

Alessandro Spaggiari: «L'agricoltura è il mio futuro»

Cristian Calestani

«Ho fiducia nell’agricoltura. Credo in questo settore. Ed è per questo che ho deciso di avviare la mia azienda agricola».

Ha le idee chiare Alessandro Spaggiari, 23enne socio di Cia Parma, che nel 2017, quando di anni ne aveva solo 21, ha preso la sua decisione. Anche «controcorrente» perché la sua non è una storica famiglia di agricoltori. Il padre Paolo di mestiere fa il gommista, a Fidenza, e la madre Franca lavora in uno studio tecnico.

Magari sarebbe stato più agevole percorrere altre strade perché è noto inserirsi nel mondo agricolo, dal nulla, non è semplice, ma Alessandro, con caparbietà, ha scelto di fare l’agricoltore.

«Sin da piccolo i campi e i lavori della terra mi hanno appassionato – spiega Spaggiari che vive a Cabriolo di Fidenza -. La mia famiglia aveva un piccolo podere che per lo più cedeva in affitto per la lavorazione da parte di terzi». Crescendo Alessandro ha capito che quello di agricoltore avrebbe voluto fosse il suo mestiere. Si è diplomato all’istituto agrario Bocchialini di Parma nel 2015 e poi nel 2017 ha aperto la partita Iva agricola.

«In famiglia c’era un po’ di diffidenza rispetto a questa mia scelta. Non ho ascoltato tanto i miei che mi dicevano di continuare gli studi all’Università – aggiunge con un sorriso – e mi sono gettato in quest’avventura. Ho acquistato qualche macchinario, trovato, con un po’ di fatica, qualche pezzo di terra in più ed oggi mi occupo di 45 ettari coltivati a foraggio, per produrre il fieno per le stalle del Parmigiano reggiano, e a cereali: frumento tenero, frumento duro ed orzo. Seguo tutto: dalla cura dei campi alla parte burocratica. Ed alla sera o nel weekend posso contare sull’aiuto di mio padre, una volta terminati i suoi impegni in officina».

A sorprendere, vista la giovane età, sono le idee chiare di Alessandro. «Ho scelto di fare l’agricoltore perché credo in questo mestiere e spero che gli scenari del settore possano cambiare in futuro. Ci sono tante difficoltà all’inizio. Devi comprare molta attrezzatura ed in generale c’è un po’ di diffidenza verso i “nuovi arrivati”. Ma poi se ti fai conoscere e dimostri di essere una persona seria è un mondo che ti accoglie e ti coinvolge. L’aspetto per me più affascinante è che, a fine giornata, tocchi con mano quello che hai fatto e capisci subito se stai lavorando bene o male».

Di una cosa Alessandro è certo: «L’agricoltura deve stare al passo con i tempi. Sono il primo a voler innovare. Per questo ho puntato sulla tecnica della minima lavorazione del terreno che si basa sulla lavorazione di una minima parte della terra, sino ad una profondità di 15-20 cm, laddove resta la sostanza organica. Sto sperimentando da un anno, avendo inserito nel bando per il primo insediamento dei giovani agricoltori l’attrezzatura che consente questa pratica, e vedo già i primi risultati in termini di fertilità del terreno». All’impegno in campo Alessandro ha affiancato quello politico-sindacale in Cia. Fa parte del consiglio di Cia Parma e dell’Agia regionale, l’associazione dei giovani agricoltori Cia. «È una bellissima esperienza. Conosci tanta gente del settore con cui confrontarti». Per il futuro c’è voglia di crescere ancora: «Mi piacerebbe allargare l’azienda, magari avviando, nel tempo, anche la stalla. Ci sarà tempo per pensarci».

 

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