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INCIVILTÀ

Baganzola, degrado senza fine nell'ex scuola

14 agosto 2019, 05:01

Baganzola, degrado senza fine nell'ex scuola

DAMIANO FERRETTI

 

Rifiuti ingombranti di ogni genere, incuria e la presenza preoccupante di vandali. E, dulcis in fundo, un’auto abbandonata, stipata di spazzatura. È questo il desolante «biglietto da visita» che si presenta all’ingresso dell’abitato di Baganzola, in prossimità della ex scuola elementare e del monumento alle vittime del bombardamento del Cornocchio.

Sono passati più di cinque mesi da quando, sulla rete del cortile della vecchia scuola abbandonata, comparve uno striscione dai toni ironici: «Era una scuola, adesso è una discarica»: se il lenzuolo è stato rimosso, i rifiuti, invece, sono ancora tutti lì, a parte due container che sono stati portati via proprio nei giorni scorsi.

«Purtroppo l’inciviltà di alcuni cittadini e l’indifferenza delle istituzioni continuano a far sì che il degrado sia vergognoso – ammette l’ex presidente del quartiere Golese Luigi Gandolfi –: continua senza sosta l’abbandono dei rifiuti da parte di persone incivili all’interno del cortile e basta passare sul retro dell’edificio per rendersene conto. C’è anche una situazione pericolosa che deriva dal fatto che la recinzione è stata manomessa, la scuola è facilmente accessibile sia dalle finestre che dalla porta principale e diverse sono le incursioni nell’edificio di gruppi di ragazzi che vi entrano, per curiosità o per vandalismo, correndo seri pericoli di infortuni o di igiene personale vista la situazione».

Anche il consiglio dei cittadini volontari di Golese, ovviamente, ha a cuore le sorti dell’edificio in questione, con l’obiettivo di renderlo fruibile alla collettività. «Il Ccv del quartiere Golese – ricorda il coordinatore Daniele Petruzzi – ha espresso al Comune la necessità di provvedere alla pulizia dell’area, valutando l’opportunità di dotarla di strumenti di controllo visivo, allo scopo di prevenire il deposito illegale di rifiuti. Si è pensato, inoltre, alla creazione di un centro anziani con il coinvolgimento di tutte le realtà associative presenti sul territorio e si potrebbe anche pensare a un progetto di co-housing, che consentirebbe da un lato di affrontare il tema di nuove forme di vivere comunitario, dall’altro di restituire ai cittadini una nuova struttura senza consumo di suolo».

 

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