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Basket, Orlando coach parmigiano campione d'Europa

14 agosto 2019, 05:03

Basket, Orlando coach parmigiano campione d'Europa

STEFANO MINATO

C’è il marchio «Parma» sulla medaglia d’oro conquistata a Klatovy nella Repubblica Ceca dalla nazionale di basket femminile al campionato europeo under 20. Non solo per il marchio Barilla che accompagna le vicende delle squadre nazionali di pallacanestro da quattro anni, ma anche perché a guidare l’Italia a quest’affermazione è stato il parmigiano Sandro Orlando.

Così il cinquantottenne coach, vice allenatore del Basket Parma dal 1996 al 2001, racconta questa vittoriosa esperienza.

«In sede di pianificazione di questo torneo l’obiettivo era di andare a medaglia, non fosse altro che per riscattare la delusione dell’Europeo dello scorso anno a Sopron in Ungheria, dove ci siamo classificati al quarto posto per le sconfitte con la Serbia in semifinale dopo un supplementare e con l’Olanda nella finale di consolazione. A una settimana dall’inizio del raduno ci siamo però trovati a dover cambiare l’assetto della squadra per la convocazione di Cubaj nella nazionale seniores. Un problema che si è andato ad aggiungere a quello di disputare queste partite ad agosto, cioè a distanza di tre mesi dalla conclusione dei campionati nazionali».

Come se non bastasse, l’impatto con la manifestazione è stato a dir poco tremendo. «Abbiamo pagato l’emozione dell’esordio perdendo con l’Olanda nonostante un +6 a pochi minuti dalla fine. Poi abbiamo ceduto alla Francia disputando una buona partita difensiva, con soli cinquantadue punti concessi, ma disastrosa in attacco, con soli trentaquattro punti segnati. Poi abbiamo imparato dai nostri errori, abbiamo sistemato alcune gerarchie di squadra e sono arrivate le cinque vittorie consecutive con Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Francia e Russia che ci hanno portato alla conquista dell’oro».

La gara più difficile non è stata però la finalissima con le russe. «La partita chiave è stata quella con la Germania. Subire una terza sconfitta di fila ci avrebbe tolto coraggio e credibilità rispetto alle nostre avversarie. La squadra è partita a mille all’ora e con un parziale di 25 a 3 ha messo al sicuro il risultato. Questa vittoria ci ha fatto crescere sia nella coscienza dei nostri mezzi sia in autostima e da lì la squadra ha preso il volo».

Neanche la mancanza di esperienza, con sole quattro giocatrici reduci dal campionato di serie A1, ha frenato la corsa verso il primo posto.

«In effetti, il gruppo è stato eccezionale nel sopperire alle proprie carenze. Le ragazze hanno dimostrato una grande disponibilità al lavoro e con l’intelligenza e la tattica sono riuscite a mettere in difficoltà le altre squadre forse più dotate di fisico e di talento. Esemplare è stata la semifinale con la Francia vinta per 56 a 43 con cui abbiamo riscattato con gli interessi il -18 rimediato nel girone di qualificazione».

Questo però non è stato per Orlando il primo successo a livello internazionale.

«A livello di soddisfazione personale questa vittoria è pari alla Fiba Cup conquistata nel 2008 con Schio, l’ultima affermazione di un club italiano a livello europeo. Questa però è una vittoria diversa perché ottenuta con delle giovani e perché accompagnata da tanti attestati di stima da parte degli altri allenatori».

Il successo dell’under 20 va ad affiancarsi a quello ottenuto un mese fa dall’under 18 nell’europeo di Sarajevo.

«Per il movimento femminile italiano è un bel segnale. Il problema è che non si riesce a dare seguito all’ottimo lavoro svolto a livello giovanile soprattutto da parte di chi, come Giovanni Lucchesi, si spende per setacciare talenti e accompagnare le ragazze nel loro sviluppo come atlete. Questo perché sono pochi i club italiani di vertice che puntano sulle giovani e che le mettono in condizione di crescere partecipando alle competizioni europee».

E proprio da un club di questo tipo, il Battipaglia, Orlando ripartirà in A1 dopo l’esperienza vissuta in Ungheria a Pecs.

«Ho avuto proposte per allenare in Polonia ma ho preferito tornare in Italia. A Battipaglia proverò a riproporre il modello di Vigarano, altro club di serie A1, cercando di dare spazio in prima squadra alle giovani più interessanti del vivaio».

 

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