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Varano Melegari

Festino hard, gli organizzatori: «Sesso? No, arte»

14 agosto 2019, 05:18

Festino hard, gli organizzatori: «Sesso? No, arte»

MONICA ROSSI

VARANO MELEGARI Continuano a tenere banco le polemiche all’indomani della festa «Decadence» dello scorso 20 luglio tra le mura del Castello Pallavicino di Varano de' Melegari, polemiche per le quali giunta e gestore si sono dovuti scusare in consiglio comunale.

Che cosa è successo? Si sono davvero verificate scene di sesso collettivo fuori le mura? Andiamo con ordine. Per la data indicata, l’associazione «Decadence» di Carlo Valentine, che fa capo ad «Arco» (l’Arci che riunisce diversi circoli e associazioni Lgbt italiane) ha organizzato una festa nel maniero di proprietà del Comune, pubblicizzandola peraltro con tanto di dress code: «esoteric steampunk gothic freak fantasy fetish perv latex bdsm rubber bears drag trav burlesque», per citare una piccola parte della lunga lista di outfit ammessi. A un pubblico distratto o non uso ai social potrebbero essere sfuggite le informazioni base, ma è altrettanto vero che il solo nome del movimento avrebbe dovuto rivelare che non si trattava di un evento per educande. Tradotto, «Decadence» sta per «Decadenza». Nel dubbio, sarebbe anche bastato surfare sul web: «Un castello medievale trasformato per una notte in un campo giochi di fantasie e desideri», si legge ad esempio sul profilo Instagram di «Nastymagazine».

«Le nostre sono feste a tema gotik, non certo hard - spiega a nome dell’associazione il legale Luigi Boselli -. L’evento di luglio, essendo fuori provincia (“Decadence” infatti opera soprattutto nel Bolognese) è stato organizzato anzitempo: per sondare il terreno, abbiamo contattato “Oltre Lo Specchio” (l’associazione che gestisce il Castello, ndr) il 24 ottobre 2018. Ricevuto il benestare, li abbiamo ricontattati il 13 aprile per farci assegnare una data, comunicataci poi il 19 aprile. Il 28 dello stesso mese, infine, abbiamo ricevuto il contratto. Da quel momento, si è messa in moto la nostra complessa macchina organizzativa».

Puntualmente informato sulla natura della festa, il gestore sarebbe stato coinvolto anche sull’utilizzo dei singoli ambienti. «Promuoviamo performance puramente artistiche: bondage, sospensioni, bdsm. Non vi è mai pornografia o violenza e nulla che possa essere censurato - continua Boselli -. Vigiliamo poi sui partecipanti: per poter essere ammessi a un nostro evento è obbligatorio tesserarsi. La richiesta viene poi attentamente vagliata per evitare di ammettere persone che possano mancare di rispetto alla libertà di espressione e all’altrui proprietà». Tutto questo, a detta di «Decadence», non può essere sfuggito ai gestori.

Anzi. «Erano tutti presenti all’evento - fa sapere - e non si sono lamentati. Durante l’arco della serata, inoltre, non si sono verificati danni alla proprietà, né all’interno né all’esterno. Per quanto riguarda i possibili “atti indecorosi” fuori le mura, conoscendo i nostri tesserati, vien quasi da pensare che chi abbia lamentato “scene di sesso di gruppo” alle 4 del mattino... possa essere stato ingannato dall’abbigliamento dei partecipanti». E dall’incerta luce dell’ora antelucana, verrebbe da aggiungere. Chissà...

 

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