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BORGOTARO

Terremoto, in Appennino «botti» forti ma brevi

14 agosto 2019, 05:08

Terremoto, in Appennino «botti» forti ma brevi

ANDREA VIOLI

L'area di Borgotaro è nota agli esperti come zona sismica, con terremoti che più facilmente possono avere epicentri superficiali. Le scosse si percepiscono in modo netto ma, rispetto ad altre zone, possono essere più brevi. E per le sue caratteristiche fisiche, questa parte di Appennino ha una sismicità differente rispetto alla Lunigiana.

La parte di Appennino dell'area del Taro è molto monitorata dagli esperti. L'epicentro della scossa di ieri, con magnitudo 3.9, era «soltanto» a 7 chilometri di profondità. Dagli studi emerge che quella dell'alta Val Taro è «un'area sismica nota, caratterizzata da epicentri molto superficiali». Significa che, in caso di un terremoto come quello di ieri, «c'è una risposta più rapida, la scossa è percepita maggiormente», spiega Fabio Bussetti, geologo e coordinatore del gruppo comunale di protezione civile di Parma. «Gli eventuali danni dipendono dalle strutture delle abitazioni e dal tipo di terreno attraversato dall'onda sismica», continua l'esperto, interpellato dalla Gazzetta.

In generale, la cosiddetta «risposta sismica» dipende comunque dalla natura del terreno. Ad esempio, se è un terreno più roccioso, l'onda scorre con maggiore velocità. Fa sentire il botto ma passa più rapidamente.

Dagli studi degli esperti emerge inoltre che il versante della Lunigiana è caratterizzato da una elevata sismicità, che a volte è stata anche maggiore rispetto al versante parmense. I due versanti hanno una differenza fondamentale nelle loro caratteristiche geologiche. La faglia in Lunigiana tende più a «distendersi». Dall'Appennino parmense fino alla Pianura padana, invece, le formazioni geologiche tendono a comprimersi.

Anche nell'Appennino parmense occidentale, comunque, negli anni le scosse si sono fatte sentire a più riprese. «È una zona con una certa sismicità, ci sono anche dei report storici in merito - aggiunge Bussetti -. La zona ha caratteristiche simili ad altre, comunque è monitorata. E l'Emilia è all'avanguardia in materia».

CONTROLLI A BORGOTARO

L'area fra Borgotaro e il passo del Brattello quindi non è certo nuova ai terremoti. Subito dopo la scossa, ieri pomeriggio il Comune di Borgotaro ha attivato una serie di controlli in paese, sugli edifici più «sensibili»: il municipio, le scuole, la casa degli anziani, le palestre e l'ospedale Santa Maria. «Non sono state rilevate criticità, come crepe o distacchi di intonaci», spiega il sindaco Diego Rossi, che ha partecipato ai sopralluoghi assieme a personale di ufficio tecnico, polizia municipale e ufficio scuola. Sono stati impegnati anche vigili del fuoco, carabinieri e ufficio tecnico dell'Ausl. «La scossa è stata molto intensa, ci sono state paura e preoccupazione - aggiunge Rossi -. Abbiamo allertato il gruppo comunale di protezione civile, ma la situazione si è rivelata tranquilla. Ci siamo messi in contatto anche con l'Agenzia regionale di protezione civile, con il presidente Bonaccini e l'assessore Gazzolo, per scambi di informazioni».

LA REGIONE IN ALLERTA

«Ho sentito il presidente della Provincia di Parma e sindaco di Borgotaro, Diego Rossi, per monitorare la situazione - commenta da parte sua Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna -. Dall’Agenzia regionale per la protezione civile mi informano che né alla loro sala operativa, né ai vigili del fuoco sono stati segnalati danni a cose o persone».

«Squadre di tecnici della protezione civile stanno verificando sul posto la situazione», sottolinea.

«Seguo l’evolversi della vicenda insieme alla giunta - conclude il presidente della Regione - pronti a rispondere ad ogni eventuale necessità o richiesta che dovesse presentarsi».

 

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