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SOS CASA

Il vescovo: «Emergenza sfratti, servono nuove soluzioni»

17 agosto 2019, 05:08

Il vescovo: «Emergenza sfratti, servono nuove soluzioni»

LUCA MOLINARI

L’emergenza sfratti non si ferma nemmeno a Ferragosto. A denunciare (nuovamente) il problema è stato il vescovo Enrico Solmi, durante la messa per la solennità della Madonna Assunta, a cui è dedicata la nostra cattedrale. «Oggi abbiamo ancora famiglie intere che vengono sfrattate – ha affermato - Non accuso nessuno: fotografo la realtà di famiglie con sette e otto figli, l’ultima di questi nata in sfratto, che sono state fatte uscire di casa e alloggiate in albergo a spese della Caritas».

Lo scorso anno sul nostro territorio sono stati effettuati 452 sfratti esecutivi: 239 a Parma e 213 in provincia. Per tentare di arginare questa vera e propria emergenza sociale, nei mesi scorsi - durante la veglia diocesana per i lavoratori – la diocesi aveva lanciato «Un appello alla comunità cristiana e alla città per il diritto alla casa». Ora la sfida è quella di affrontare la questione in maniera diversa, giocando d’anticipo per evitare di tamponare l’emergenza.

Sul tema della casa «ci si domanda se non si può attuare una modalità di intervento diversa – ha ribadito monsignor Solmi - concordata meglio con chi si fa carico di queste persone per carità. Carità che non è paternalismo, ma è la vita di Dio che si traduce, qui e ora, in solidarietà, è il non voltarsi dall’altra parte».

Il vescovo ha ricordato anche che la mensa Caritas è aperta 365 giorni all’anno, Ferragosto compreso. «Gli ospiti parmigiani oggi (Ferragosto, ndr) avranno le lasagne e gli stranieri il pesce e il riso, ma soprattutto un sorriso e un aiuto – ha aggiunto -. Anche questo è dialogo e rispetto».

Monsignor Solmi ha quindi riflettuto sul significato più profondo del Vangelo e delle letture del giorno, abbinando i vari capitoli della propria omelia a una frase del Magnificat. Una riflessione ha riguardato anche l’attuale situazione politica. «È sempre vivo il rischio che la superbia vada unita al potere che si esercita in occasioni diverse: nella casa, negli ambienti di lavoro, nella politica» ha dichiarato, ribadendo come fare politica significhi mettersi a servizio della collettività. «In questi giorni, circa la politica – ha proseguito - viene alla mente l’apologo del libro dei Giudici: “Rispose il rovo agli alberi: se in verità mi ungete re su voi, venite rifugiatevi alla mia ombra, se no esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del Libano” che contrasta con il significato vero di “fare politica” che è servizio e, secondo la famosa espressione di San Paolo VI, “alta forma di carità”, dopo la preghiera».

«Ho una domanda sottesa a tante vicende politiche, discussioni e crisi – ha continuato - Tutto questo per chi è fatto? Per il bene della gente, della comunità, o per qualcosa o qualcun altro?. In altre parole, chi vuole veramente bene alla gente che vive in Italia, nelle sue città, alla gente di Parma?. Si tratta di una domanda che arriva a tutti, prima di tutto ai cattolici chiamati a questa alta forma di carità con un forte senso civico e un impegno a non disperdere e non annacquare le grandi cose delle quali sono custodi, come quei talenti che erano stati affidati nella parabola».

Monsignor Solmi ha chiuso l’omelia riflettendo sull’Assunta. «Maria che sale al cielo in anima e corpo – ha concluso - porta con sé la nostra umanità e lei, madre, è in prima persona preoccupata per la nostra umanità, per i figli a lei affidati sul Calvario, perché possano vivere nella pienezza che si ha solo nell’incontro con il suo figlio».

 

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