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SOLIDARIETÀ

La Caritas: «Dormitori pieni di mamme con i figli»

17 agosto 2019, 05:07

La Caritas: «Dormitori pieni di mamme con i figli»

«Abbiamo i dormitori femminili pieni di mamme con bambini a seguito di sfratti». A lanciare l’allarme è Maria Cecilia Scaffardi, direttrice della Caritas diocesana, che sottolinea la necessità di dar vita a un progetto per prevenire gli sfratti che coinvolga tutte le realtà che si occupano di accoglienza.

«A luglio abbiamo assistito a una nuova ondata di sfratti che ha riguardato anche famiglie numerose con bambini – sottolinea –. Come Caritas stiamo operando con grande impegno, ma facciamo fatica a dare risposta a tutti in maniera tempestiva e adeguata». Per non rincorrere le emergenze che si susseguono, è fondamentale prevenire gli sfratti esecutivi, soprattutto quando ci sono di mezzo famiglie con bambini. «Bisogna lavorare coralmente per evitare di avere delle famiglie in strada – rimarca Maria Cecilia Scaffardi –. Penso, ad esempio, ad una contrattazione con il proprietario prima che lo sfratto diventi esecutivo, oltre all’intercettare situazioni di difficoltà nei tempi adeguati. In questo modo si potrebbero spendere meglio le risorse ora utilizzate per tamponare l’emergenza». In questo senso le parrocchie giocano un ruolo molto importante. «L’impegno delle parrocchie, a volte non visibile, che si svolge spesso di raccordo con Caritas – osserva la direttrice – è utilissimo per intercettare eventuali sfratti o situazioni delicate, prima che il problema possa trasformarsi in vera e propria emergenza. Ringrazio tutti i volontari, i parroci e chi si spende per offrire una vita dignitosa a queste persone».

Intercettare gli sfratti non significa mettere in croce i proprietari degli alloggi. «Non vogliamo demonizzare i proprietari, spesso esasperati da determinate situazioni – precisa Maria Cecilia Scaffardi - ma fare in modo, assieme alle istituzioni, che nessuno resti per strada».

L’invito della direttrice della Caritas è anche quello di dar vita a delle scelte, a tutti i livelli, «che rendano meno necessaria la solidarietà in determinate situazioni». «Il comandamento dell’amore rimarrà sempre necessario, nessuno si vuol sottrarre a questo – rimarca - ma bisogna chiedersi se si possono compiere gesti che diminuiscono la povertà a livello cittadino e italiano».

«Domandiamoci – prosegue Cecilia Scaffardi - cosa possiamo fare perché Parma sia una città più equa e inclusiva. È la grande sfida che ci chiedono di vincere le famiglie sfrattate con tanti bambini a cui facciamo fatica a dare delle risposte».

In maggio la diocesi aveva lanciato un primo appello alla comunità cristiana, ai Comuni e a tutte le persone proprietarie di immobili sfitti, invitandoli a mettere a disposizione dei bisognosi questi alloggi. Una richiesta che finora non sembra avere trovato grandi risposte e che adesso si è trasformata in una nuova sfida: quella di prevenire gli sfratti.

L.M.

 

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