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Ciclismo

Pinazzi, record italiano con il quartetto dell'inseguimento

17 agosto 2019, 05:02

Pinazzi, record italiano con il quartetto dell'inseguimento

ALBERTO DALLATANA

Quinto posto e nuovo record italiano per Mattia Pinazzi e gli azzurrini nell’inseguimento a squadre al mondiale juniores su pista che si sta svolgendo a Francoforte sull’Oder, in Germania.

Il colornese classe 2001, il ferrarese Nicolò Galli e i bresciani Alessio Bonelli e Lorenzo Balestra hanno fermato il cronometro sul tempo di 4’03”587, una grande prestazione che però non è stata sufficiente per entrare fra le prime quattro nazionali andate a giocarsi le medaglie.

L’oro è stato vinto dalla Germania, che con 3’48”793 ha segnato il nuovo record mondiale. Argento alla Francia, bronzo alla Russia, quarto posro per la Nuova Zelanda.

Nessuna delusione per Pinazzi e compagni: «Più di così era impossibile fare – spiega Mattia, che domani gareggerà di nuovo nell’americana in coppia con Bonelli - in finale le prime tre nazionali hanno migliorato per tre volte il record del mondo. Il nostro è un buonissimo quinto posto, ne siamo molto soddisfatti».

Un mese fa l’atleta della «Otelli-Carpaneto» (cresciuto fino alla categoria Allievi nel Torrile) aveva preso parte al campionato europeo su pista, portando a casa il quarto posto nell’inseguimento a squadre e il quinto nell’americana. L’anno scorso Mattia era già stato convocato per entrambe le rassegne dal ct Marco Villa, con l’obiettivo di fargli fare esperienza, nell’ottica di puntare (anche) su di lui per costruire un gruppo di pistard in grado di competere ad alto livello nei prossimi anni. Un po’ come fatto nelle scorse stagioni con i vari Ganna, Lamon, Bertazzo, Scartezzini e Plebani (per non citare Elia Viviani), saliti due volte sul podio mondiale e campioni europei Elite in carica nel «quartetto», dopo troppi anni in cui l’Italia della pista aveva fatto solo da comparsa.

Curiosità: con questo tempo, nel 1993, Pinazzi e compagni avrebbero vinto il mondiale tra gli Elite (la categoria dei «grandi»), e avrebbero surclassato il mitico quartetto (ma in questo caso di Dilettanti) che nel ‘56 vinse l’oro ai Giochi di Helsinki con il tempo di 4’37”400, laureando anche il parmigiano Franco Gandini campione olimpico. Segno dell’evoluzione delle bici, dei metodi di allenamento e, seppur in misura minore, delle piste sempre più scorrevoli.

Intanto, in Brandeburgo, la squadra femminile ha vinto per il secondo anno consecutivo la maglia iridata proprio nell’inseguimento a squadre: Camilla Alessio, Eleonora Gasparrini, Sofia Collinelli e Giorgia Catarzi hanno preceduto la Nuova Zelanda di appena sette millesimi.

 

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