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Sul bus in via Garibaldi

Aggredisce la 16enne madre di suo figlio

19 agosto 2019, 05:07

Aggredisce la 16enne madre di suo figlio

LUCA PELAGATTI

 

Lei 16 anni appena, lui 21, lei italiana di una provincia vicina alla nostra, lui nato nel cuore dell'Africa vera, in Guinea.

Quando si sono incontrati, due anni fa, hanno forse creduto di vivere un sogno. Ma da quel momento di batticuore si sono risvegliati con un bambino in braccio. E l'illusione di felicità si è spenta con la realtà di ogni giorno.

Lei mamma bambina, lui che padre non voleva essere - ed infatti mai ha riconosciuto il piccolo -, lei con una disperata voglia di normalità con il bimbo a fianco, lui che non sapeva o non riusciva a radicarsi. E l'unica cosa che ha rimediato in questi due anni sono denunce su denunce: rapina, minacce, resistenza, violenza.

Fino all'altro giorno quando il giovane ha provato ad avvicinare di nuovo la ragazza: ma senza dolcezza, ancora usando la forza. Tanto che l'ultimo atto, adesso, li vede lontani. Lui si trova in un Cpr in attesa di essere espulso nel proprio paese. Lei, è la speranza, finalmente sarà libera di cancellare un passato doloroso. E ricominciare a guardare al futuro.

La definitiva ferita a quella storia sbagliata è arrivata il giorno di ferragosto, in piana mattina: la ragazza, accompagnata da una amica era sul bus che stava percorrendo via Garibaldi. E sul mezzo, nel passeggino, c'era anche il bambino.

Il giovane africano, non si sa come, ha saputo che la sua ex era su quell'autobus e ha provato in ogni modo ad avvicinarla. E per farlo non ha esitato a bloccare il mezzo, a salire a forza. Secondo quanto riferito dai testimoni che non hanno esitato a chiedere l'aiuto dei poliziotti delle volanti l'uomo ha dimostrato subito nervosismo, aggressività. E ha cominciato a urlare e minacciare.

Per fortuna non è accaduto nulla di grave ma la paura c'è stata: per la ragazza, per il bimbo e per tutti i presenti. Per fortuna l'arrivo degli agenti ha impedito che la situazione degenerasse e che qualcuno si facesse male. E il giovane è stato portato in questura.

La stessa ragazza ha raccontato che non era la prima volta che il padre di suo figlio provava ad avvicinarla in questi ultimi tempi. E soprattutto che non era la prima volta che il giovane si lasciava andare a comportamenti pericolosi. Già, un anno fa, la ragazza aveva chiesto aiuto, c'era stata una segnalazione alle forze dell'ordine. Ma poi la cosa era finita in nulla con la speranza che lui la smettesse. Purtroppo, come quasi sempre accade, non è andata così.

Tra l'altro scorrendo i dati dai terminali i poliziotti hanno scoperto che in questo periodo il giovane aveva commesso diversi reati e che più volte era stato denunciato.

Questo fatto unito all'assenza per lui di ogni tipo di documento di soggiorno nel nostro paese ha portato gli investigatori a sporgere una nuova denuncia per interruzione di pubblico servizio e minacce in relazione ala vicenda accaduta sul bus.

Poi lo hanno preso in consegna e inviato ad un Centri di permanenza per il rimpatrio dove verranno attivate tutte le procedure per procedere ad un accompagnamento alla frontiera, per rimandarlo nel suo paese d'origine.

Certo lontano da quel bambino che lui non ha mai voluto come figlio. E che certamente ha diritto ad un padre ed un affetto del tutto diverso per il proprio futuro.

 

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