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Padre e figlio

Da Salso alla Calabria in bici e con il cane Koka

19 agosto 2019, 05:02

Da Salso alla Calabria in bici e con il cane Koka

Padre, figlio e cane da Salso a Le Castella, in Calabria, in bici in soli 8 giorni. Per un totale di 1150 km percorsi. E’ il traguardo tagliato da Raffaele Muraca, 33 anni, e dal papà Mario Muraca, 65 anni, insieme alla cagnolina Koka, che qualche giorno fa, dopo aver attraversato mezza Italia, sono arrivati nella splendida località della provincia di Crotone, sulla costa ionica, di cui sono originari.

«Era da un po’ che io e mio padre pensavamo di fare questa pazzia. Era la tipica cosa che si dice ma non si fa mai. Quest’anno mio padre è andato in pensione e abbiamo colto l’occasione, principalmente per stare insieme – racconta Raffaele -. E’ stata un’esperienza bellissima ma faticosa e devo dire che ho fatto più fatica io di mio padre. Lui si era allenato molto, io un po’ meno e inoltre ho trainato il carretto con il cane, che soprattutto nei tratti di salita ho reso tutto molto faticoso. Il percorso, contrariamente a quanto forse tanti pensano, era tutto fatto di salite e discese».

Il tragitto seguito da Raffaele, Mario e Koka ha toccato diverse regioni: Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata fino ad arrivare in Calabria, dove si tratterranno qualche giorno per il meritato riposo.

«Abbiamo percorso la via Emilia fino a Rimini per poi proseguire lungo la costa adriatica fino a Foggia per poi dirigerci verso la costa ionica. Abbiamo visto posti bellissimi alla cui bellezza in macchina non si fa casa. Il posto che più ci ha colpito è stata la Costa dei Trabocchi in Abruzzo, dove la pista ciclabile è praticamente a picco sul mare – prosegue Raffale - . Nonostante la fatica, il viaggio è andato bene, senza grossi inconvenienti. Ce la stiamo vista brutta soltanto quando nei pressi di Cattolica ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una tromba d’aria e abbiamo dovuto pedalare 2 ore sotto l’acqua fino a Fano, punto di arrivo della tappa di quel giorno. La pista ciclabile era in collina e il tempo era buio ed è stata davvero dura».

Infine, una curiosità: perché il cane? «Abbiamo deciso di portare Koka con noi per mandare un messaggio a chi abbandona il proprio cane o il proprio gatto d’estate e far vedere che il cane si può portare in vacanza senza alcun problema» conclude Raffale.

 

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