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Animali

Tanti i recuperi. Troppe tartarughe abbandonate

19 agosto 2019, 05:06

Tanti i recuperi. Troppe tartarughe abbandonate

Spaventatissimo e incapace di liberarsi, stretto fra quelle sbarre diventate una prigione. Accade in via Paradigna, dove ieri mattina un capriolo è rimasto incastrato nella cancellata di una villa. In un primo momento è intervenuta la polizia municipale, che ha subito allertato il soccorso del «Rifugio Matildico» di San Polo d'Enza.

Ivano Chiapponi, responsabile del rifugio, è arrivato in via Paradigna e con molta pazienza ed alcune delicate manovre è riuscito a liberare il capriolo. Che così ha potuto velocemente raggiungere il gruppo nei pressi del Naviglio: «Sì siamo riusciti a salvarlo - conferma Chiapponi -. Capita spesso che i caprioli si infilino nei cancelli e poi rimangano incastrati perché non riescono a passare con le anche. In questo caso si è trattato di una giovane femmina: l'abbiamo girata a modo, con molta delicatezza, affinché non si ferisse e l'abbiamo liberata. Poi d'accordo con la polizia municipale l'abbiamo trasportata lì vicino, nel Naviglio, dove vive un gruppo di caprioli». Ormai non ci si stupisce più: è già da diverso tempo che gli animali selvatici hanno deciso di vivere in città: «E' così - continua Chiapponi - vengono in pianura per fuggire dai predatori. E se trovano un po' di vegetazione e l'acqua stanno bene: in città sono più tranquilli, si sentono più protetti. E si sono abituati facilmente all'uomo e ai rumori urbani, come quelli delle macchine». Anche quest'estate sono stati diversi i recuperi che ha portato a termine Chiapponi: «Tra Parma e Reggio arriveremo a 4.000 animali recuperati - chiude -. Siamo preoccupati per le tartarughe: troppi abbandoni sia per quelle di terra sia per quelle d'acqua. Le curiamo, ma non sappiamo più dove metterle. Solo le tartarughe di terra saranno un centinaio».

M.V.

 

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