Sei in Gweb+

SOLIDARIETÀ

La malattia non ferma il viaggio di Giorgio Foglia

20 agosto 2019, 05:01

La malattia non ferma il viaggio di Giorgio Foglia

VITTORIO ROTOLO

 

Per far sì che il suo sogno potesse realizzarsi, si sono mobilitati in tanti. A cominciare da Assistenza pubblica ed Anmic-Associazione nazionale mutilati e invalidi civili di Parma, che hanno garantito il «supporto logistico» necessario e sostenuto con convinzione il progetto.

Gli amici di una vita, ma anche altre persone, rimaste affascinate dalla sua storia, invece, hanno fatto il resto, devolvendo un contributo.

È grazie a questa formidabile squadra che Giorgio Foglia, conosciuto come il «Guru» e da qualche tempo costretto a vivere sdraiato su un divano-letto a causa di una Sclerosi multipla primaria progressiva, giovedì potrà partire alla volta della Normandia.

A bordo di un’ambulanza, accompagnato dall’inseparabile moglie, Emma Tassi Carboni, dai militi dell’Assistenza pubblica oltre ad alcune persone care, Foglia si recherà sul luogo che, durante la Seconda guerra mondiale, vide lo sbarco delle forze alleate.

Non è nuovo a simili «imprese», Giorgio. Già due anni fa, insieme alla stessa squadra di volontari, andò ad Auschwitz, in visita nei luoghi dell’orrore: un’esperienza toccante, raccontata nel docufilm «Desiderio antico».

«Anche stavolta riprenderemo passo dopo passo, il nostro pellegrinaggio. Già, è proprio così che ci piace definirlo: pellegrinaggio» racconta la signora Emma.

«Ad occuparsi dei filmati – spiega -, saranno nostro figlio ed un amico». La malattia, pur fortemente invalidante, non ha affatto scalfito la determinazione di Foglia, pronto ora ad affrontare questa nuova avventura.

Quattro giorni di viaggio, intensi. «La prima tappa sarà lunga circa 700 chilometri: da via Digione, in Oltretorrente, dove abitiamo, alla località francese di Digione» dice ancora Emma.

«Quindi ci dirigeremo verso Parigi, dove si unirà a noi un carissimo amico: un musicista di strada, di origini senegalesi, che ha voluto fortemente stare accanto a Giorgio, nel viaggio verso la Normandia. Ci fermeremo soltanto per pranzare e poi di notte, per riposare in albergo. La fatica che ci aspetta, è tanta. Ma la carica e l’energia positiva che leggiamo negli occhi di Giorgio, desideroso di vedere dal vivo Omaha Beach, luogo simbolo dello sbarco in Normandia, ci infonde una dose incredibile di coraggio».

A motivare Giorgio Foglia, sono essenzialmente due parole chiave. «Sopravvissuto e comunità», rivela la moglie. «Il concetto di sopravvissuto rimanda ai soldati che parteciparono allo sbarco e che riuscirono a salvarsi. Giorgio è egli stesso, un sopravvissuto. Ma un sopravvissuto che continua a fare molto: a pensare, a donarsi agli altri. Il concetto di comunità – prosegue la signora Emma –, invece, si materializza attraverso l’azione collettiva, che fu determinante in Normandia, grazie allo spirito di sacrificio di molti uomini. E che può esserlo ancora oggi, per superare l’individualismo imperante nella nostra società e riappropriarsi delle cose semplici».

Semplici, appunto. Come un gesto che viene dal profondo del cuore e che l’associazione «Cerbiatto Ribelle», costituita proprio da Giorgio ed Emma, intende realizzare.

«Con una parte dei fondi raccolti per il viaggio in Normandia – dice Emma –, ci piacerebbe aiutare il Lago di Pane, la comunità di Torrile che si occupa di minori che vivono una condizione difficile. La solidarietà e la capacità di mettere al centro la persona, restano valori irrinunciabili per la nostra società».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA