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Di notte in piazza Garibaldi

Mega rissa tra stranieri: morsi e bottigliate

20 agosto 2019, 05:07

Mega rissa tra stranieri: morsi e bottigliate

LUCA PELAGATTI

 

Calci, pugni, bottigliate. Ma le ferite più profonde se le sono fatte con i morsi. Perché in risse come questo ogni colpo è lecito. E l'unica regola è fare male.

Chi sia sia trovato l'altra sera a passare intorno all'una di notte in piazza Garibaldi è rimasto impietrito. Almeno cinque o sei uomini hanno trasformato la piazza in un ring e solo la fibra robusta dei contendenti e il tempestivo intervento degli uomini delle volanti hanno impedito che qualcuno si facesse davvero male.

Tutto è nato a qualche centinaio di metri di distanza, in un kebab di via Mazzini, dove tre giovani di origine tunisina si sono presentati per uno spuntino serale. E fin qui non ci sarebbe davvero nulla di strano. I tre, infatti hanno mangiato e bevuto con gusto e alla fine gli è stato presentato un conto di una quarantina di euro che hanno pagato senza battere ciglio. Peccato però che la banconota usata per saldare lo scontrino fosse sfacciatamente falsa. Tanto che l'addetto dietro al banco, un pakistano, se n'è subito accorto.

«Ehi, ma questo non vale niente, datemi dei soldi veri», è sbottato. Ricevendo però come unica risposta un sorrisetto acido e una alzata di spalle. I tre, infatti, non si sono curati delle sue lamentele e si sono incamminati lungo via Mazzini. Forse convinti di aver fatto un affarone mangiando senza pagare.

Ma il gestore del locale, evidentemente, non voleva offrire la cena. E si è messo in caccia. Sostenuto da almeno un altro paio di persone che per il momento però non sono state identificate ha inseguito i tre clienti fino in piazza. Durante quella veloce passeggiata più volte i due gruppi si sono fronteggiati: sono iniziate le minacce, le offese, ed è scappato qualche spintone. Ma tutto è rimasto ancora abbastanza sotto controllo. Una volta arrivati però davanti alla statua di Garibaldi la zuffa si è accesa. E le botte hanno iniziato a fioccare. I tre tunisini e il pachistano spalleggiato da qualche connazionale, si sono scontrati con ferocia. Secondo il racconto di alcuni testimoni uno dei tre, il più giovane, si è lanciato nel bidono dove uno dei bar della piazza stocca i vetri vuoti per procurarsi armi da sventolare in faccia ai contendenti. Addirittura alcuni clienti di un bar si sarebbero visti portare via dal tavolo una delle bottiglie: per loro era un brindisi. Per quella massa di picchiatori ormai fuori di sè, un oggetto da brandire e spaccare. Inutile dire che sono immediatamente partite telefonate al 113 e poco dopo sono arrivati gli uomini delle volanti della questura che hanno fermato i tre tunisini che portavano addosso, evidenti, i segni del pestaggio. Per questo sono stati accompagnati al pronto soccorso dove, poco dopo, si è presentato anche un pachistano. E guarda caso era proprio quello che si era visto rifilare la banconota falsa. Il racconto delle persone coinvolte è stato raccolto dai poliziotti e analizzato nei dettagli. Sono ancora in corso accertamenti ma l'accaduto pare essere chiarito. Anche se mancano all'appello un paio dei picchiatori arrivati a dare manforte al titolare del kebab.

Per i tunisini scatterà la denuncia per la banconota falsa mentre tutti dovrebbero rimediare una denuncia per rissa. Tutti hanno riportato ferite guaribili entro i 15 giorni. E questo, davvero, per un paio di kebab è un conto davvero esagerato.

 

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