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Film

Cinema, all'aperto è più bello

21 agosto 2019, 05:05

Cinema, all'aperto è più bello

Maria Teresa Angella

Prendete una sera d’estate, aggiungete una manciata di stelle, della buona compagnia e uno schermo capace di trasportarvi nei più remoti e fantasiosi angoli della terra, di portarvi sulle montagne più alte del mondo o dentro agli oceani più profondi, e capace infine di raccontare le storie talmente incedibili e appassionanti da rimanere per sempre nel cuore. È la piccola ma spettacolare magia dietro alle arene estive dei cinema, incastonate tra le palazzine e le case di Parma come piccole isole di pace, in cui ad affacciarsi è solo la luna. Sono molti i parmigiani che preferiscono passare il tempo fuori casa, godendosi un film d’autore all'aperto o tremando con il cuore in gola durante gli horror proposti da I Giardini della paura ai Giardini di San Paolo. I cinema d’Azeglio e Astra offrono una programmazione ben studiata per le loro arene estive, in cui la partecipazione è incentivata anche dai prezzi ridotti e dagli abbonamenti che permettono di vedere più film a un prezzo davvero molto contenuto. Al d’Azeglio sono soprattutto gli habitué e gli appassionati ad occupare i posti all’aperto, come Gabriella Manelli in prima fila con il marito: «Veniamo spesso perché le scelte e i film sono molto belli e l’arena estiva ha il suo fascino. Abbiamo la fortuna di abitare vicino e consideriamo il d’Azeglio quasi come il nostro cinema privato». «Venivamo più spesso durante l’inverno. Quest'estate è la prima», spiegano Svetla e Sofia Naydenova. Pier Paolo Eramo, invece, appena ha una serata libera si presenta alla biglietteria del d’Azeglio: «Mi piace molto l’idea del cinema sotto le stelle ed è bello, comunitario e simpatico. La programmazione è buona, con titoli che alle volte non si conoscono e quando danno la proiezione in lingua corro a vederla». «Di solito in questo periodo siamo al mare, ma visto che siamo rimaste in città abbiamo approfittato per venire al cinema» ammette Fiorella Trentini. «La programmazione è buona e anche d’inverno non si smentisce» aggiunge la madre Carla -. Anche Giovanni Pellegrini è un grande amante del cinema, ma con un piccolo dispiacere: «Quest’anno sono molto addolorato dal fatto che l’Edison sia chiuso quasi tutto agosto». L’arena estiva dell’Astra, invece, ospita in maggior parte famiglie e gruppi di amici come quello composto da Matteo Gucci, Alessandro Camattini e Nicola Concari: «Ho scelto io il film da andare a vedere - spiega Nicola - e ho lanciato l’idea anche perché sono a casa da solo, cercavo occupazioni serali e il cinema mi sembrava una buona soluzione». «Ci si da appuntamento e ci si ritrova qui in arena con gli amici - racconta Stefano Montagna -. C’è anche l’opportunità di vedere dei film che magari hai perso durante l’inverno e ora, con più calma, hai la possibilità di recuperare». Stessa cosa è successa a Paolo Peschiera: «A febbraio ho perso una proiezione, ma questa volta in arena non me la sono lasciata sfuggire. Lo scenario poi è bellissimo, i prezzi sono accessibili e il soffitto pieno di stelle è impagabile». «È la prima volta che vengo all’arena estiva e mi piace molto di più della sala chiusa, soprattutto per il contesto del giardino in cui riesci a vedere anche le lucciole che danzano dietro allo schermo», racconta entusiasta Alessandra Violi, convinta a trascorrere una serata diversa da Antonio Pinazzi. «A me il cinema all’aperto piace tantissimo e ci vengo tutti gli anni, in particolare per le prime visioni - aggiunge Antonio -. Scelgo film che mi interessano e che trattano di argomenti particolari, come la montagna, la mia passione».

IL PERSONALE
A popolare i piccoli universi costituiti dai cinema cittadini all’aperto, ci sono tanti clienti abituali e caratteristici, ognuno con la propria storia e particolarità. Sono, infatti, infinite le storie che il personale di sala dell’Astra e del d’Azeglio potrebbero raccontare in tanti anni di attività. «In aprile appena iniziano i primi caldi alcune persone chiedono subito se facciamo la proiezione all’aperto, se è già uscito il programma estivo e quando apriamo l’arena», racconta Angela Dondi alla biglietteria dell’Astra da 18 anni. «C’è poi chi fa l’abbonamento per tutta l’estate e torna a vedere lo stesso film anche due volte per passare anche solo una serata all’aperto», spiega il collega Alessio Alvarez. Di facce Lorenza Lanza, da vent’anni alla biglietteria del d’Azeglio, ne ha viste davvero molte: «Qua la gente è di famiglia, si porta addirittura i propri cuscini da casa per le sedute dell’arena estiva. Una sera un ragazzo, spettatore da 20 anni, mi ha regalato un braccialetto perché sono sempre gentile. Sono rimasta colpita perché secondo me dovrebbe essere la norma accogliere bene i clienti». «Non sembra ma delle volte i più turbolenti sono proprio gli anziani - prosegue Lorenza - Dalla corsa sulla pedana quando apriamo le porte, al bastone messo di traverso per impedire di saltare la fila, fino ai tafferugli in cui si prendono a borsettate per il posto migliore». «C’è uno spettatore che conosce tutto del film ancora prima di andarlo a vedere e che rimane fino all’ultimo titolo di coda. Ma se per caso gli capita di perdere anche solo trenta secondi di film, se ne va», conclude il collega Fabio Montilla.

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