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FIDENZA

La lite condominiale finisce a colpi di machete

21 agosto 2019, 05:59

La lite condominiale finisce a colpi di machete

Monica Tiezzi

Tragedia sfiorata a Fidenza per una lite condominiale. L'acqua usata per innaffiare i fiori del balcone finisce nel balcone sottostante e il condomino che si lamenta del disagio viene colpito al volto con un machete. Ha dell'incredibile l'episodio avvenuto lunedì pomeriggio in un condominio di via Francesco Baracca, a ridosso del centro storico cittadino. Sono le 16,30 di lunedì e l'abitante di un appartamento di uno dei piani alti dello stabile, un fidentino 53enne, decide di innaffiare le piante sul balcone. Forse esagera con l'acqua, o forse è inevitabile che la «cascata» coinvolga anche il piano inferiore. Nel quale vive un altro fidentino 55enne, che già in passato si è lamentato per lo stesso problema. Complice forse il caldo soffocante di fine agosto, gli animi si surriscaldano. Il condomino del piano inferiore sale sopra per tentare di risolvere una volta per tutte il problema. Ma la risposta non è quella che si attende.

Non c'è neanche il tempo per scambiare due battute. O iniziare la lite. Il 53enne apre la porta di casa armato di un machete con una lama da cinquanta centimetri, come appureranno più tardi i carabinieri, e colpisce alla fronte l'altro abitante dello stabile. L'uomo si accascia a terra, perdendo copiosamente sangue. Sul posto interviene un'ambulanza che porta il ferito al pronto soccorso dell'ospedale di Vaio. Il referto: dieci punti di sutura e quindici giorni di prognosi. Sul posto intervengono in pochi minuti i carabinieri del nucleo operativo di Fidenza e una pattuglia di Polesine. Individuare il responsabile dell'aggressione è fin troppo facile, viste le macchie di sangue lasciate dalla vittima sul pianerottolo di fronte alla porta dell'appartamento dell'aggressore. L'incognita, per gli uomini dell'Arma, è se il 53enne, ancora armato del machete, opporrà resistenza. Momenti di tensione, mentre i carabinieri cercano di intavolare una trattativa all'esterno della porta. Fortunatamente, l'aggressore si arrende ai militari consegnando l'arma. Si tratta di una persona seguita dal 2008 dai servizi di igiene mentale del territorio, che svolge lavori saltuari e che ha un piccolo precedente per minacce risalente a dieci anni fa.

Dopo l'arresto in flagranza e la notte trascorsa dall'uomo nella caserma di Fidenza, ieri mattina si è tenuto il processo nel tribunale di Parma. L'imputato, difeso dall'avvocato Manuel Rainone, ha rifiutato i riti alternativi optando per la direttissima. Il giudice Luca Agostini ha prima convalidato l'arresto e poi, dopo una pausa del dibattimento, ha condannato l'imputato a due anni e sei mesi. Per l'uomo si sono quindi aperte le porte del carcere di via Burla. Nessun risarcimento è stato chiesto dalla parte offesa.

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