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Musica

Scaffardi è «Mr. Alright»

23 agosto 2019, 05:05

Scaffardi è «Mr. Alright»

Pierangelo Pettenati

Si è fatto attendere più del previsto, ma alla fine «Mr. Alright», il disco del cantante e autore parmigiano Alan Scaffardi, è stato finalmente pubblicato. Distribuito da Irma Records, da alcune settimane è disponibile sia in streaming che per l’acquisto, nei principali negozi on line oppure contattandolo direttamente. Si è fatto attendere perché il crowdfunding per la sua realizzazione si è chiuso, positivamente, nella primavera dell’anno scorso e la pubblicazione era attesa per l’estate, sempre del 2018. Poi, impegni di produzione l’hanno fatto slittare a quest’anno ma finalmente è uscito. Come per i migliori vini, il risultato ha ripagato l’attesa: «Mr. Alright» è un disco ricco, vario, positivo ma al tempo stesso riflessivo, con un importante tocco di eleganza presente tutti i brani. È un disco pensato, elaborato a lungo e ha avuto bisogno del suo tempo, anche perché è stato realizzato a Roma e organizzare gli spostamenti non è stato facile. Alan Scaffardi lo spiega così: «Alcuni brani sono scritti interamente da me, altri scritti con altri, altri ancora interamente del mio produttore, Dario Vezzani, o da altri amici musicisti. Alcuni sono stati scritti anni fa e rimasti nel cassetto, ripresi perché mi piacevano e ho ritenuto giusto inserirli nel mio disco. Altri ancora sono più recenti, che parlano di tutto e legati al mio vissuto. In tutto questo, ci sono tanti stati d’animo, l’innamoramento, la felicità estrema, l’abbandono, la perdita di qualcuno. È un disco che rappresenta molto di me».

Questa grande varietà si riflette anche negli stili; troviamo canzoni soul, pop, jazz e persino dance. È un disco che può davvero piacere a tanti, anche se non è stato scritto appositamente per piacere a tutti. La sua universalità fa parte della sua bellezza. La qualità attraversa le differenze di stili ed atmosfere, ma resta sempre altra. C’è, però qualche canzone più importante di altre?

«Sono tre. “The echoes of my land”, dedicata a Lampedusa, l’isola che amo più di tutte. È il dialogo tra una madre che saluta in figlio che parte, senza sapere se tornerà, ma può essere letta anche come il dialogo tra la madre terra e me stesso, inteso come essere umano. Lampedusa è così, dà un lato mostra la sofferenza di chi deve lasciare una terra per un’altra senza certezze sul ritorno, dall’altra ti mette in contatto con Madre Terra. “Mr. Alright”, perché è divertente e mi rappresenta. “My tears are flying” perché è dedicata a mia cugina, che non c’è più e ci tenevo fosse presente nel disco».

L’attività concertistica di Alan Scaffardi è intensa, tuttavia queste canzoni non sono ancora state eseguite davanti a un pubblico; ci sarà presto una prima volta dal vivo?

«L’intenzione è quella, ma non ho ancora trovato il momento e il luogo adatto. Preferisco aspettare piuttosto che presentarlo dal vivo in un contesto non adatto. Sono convinto che si debba portare rispetto per le cose che si fanno».

 

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