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Collecchio

Addio a Michelotti, un amico in panchina

26 agosto 2019, 05:01

Addio a Michelotti, un amico in panchina

COLLECCHIO - Se ne è andato improvvisamente Luciano Michelotti, 67 anni, originario di Marra di Corniglio ma molto conosciuto a Collecchio e a Felino dove ha ricoperto il ruolo di aiuto allenatore. Pensionato, ha iniziato la sua attività di volontariato per la polisportiva Il Cervo nel 2014, fino alla primavera di quest’anno per trasferirsi, poi, al Felino. La sua scomparsa è avvenuta, si può dire, sul campo mentre era in ritiro a Pessola con i ragazzi del Felino. Seguiva i giovani classe 2005. Le esequie si sono svolte venerdì scorso a Collecchio. Toccante è stato l’ultimo saluto che gli hanno tributato i suoi ragazzi: quelli del Cervo e quelli del Felino che hanno voluto essere presenti in chiesa per dire grazie a chi ha condiviso con loro tempo ed energie. Lucio, così era soprannominato al Cervo, ha iniziato a collaborare quasi per caso, come ha ricordato il responsabile calcio del Cervo Roberto Picelli: «Accompagnava in auto il nipote Tommaso al campo e da lì è nata la sua proposta di dare una mano. Sapeva fare squadra e coinvolgere i ragazzi, era sempre disponibile, col sorriso sulle labbra, una persona davvero unica». E così Lucio è diventato una figura di riferimento per i giovani facendo l’aiuto allenatore prima con Umberto Cocchi, poi con Alberto Ferrari e quindi con Lorenzo Bruschi. Lorenzo Toscani, dirigente sportivo del Cervo, lo ricorda così: «Per lui vincere o perdere non contava più di tanto, quello che contava era stare assieme e divertirsi: al terzo tempo, dopo la partita, ci pensava lui portando salame e vino per brindare. Ha incarnato la parte bella del calcio, inteso soprattutto come momento di crescita. Era di poche parole, la sua fiducia si conquistava poco a poco, ed aveva un cuore grande». Al cordoglio si uniscono anche il presidente della polisportiva il Cervo Claudio Vecchi ed il vice Franco Ceccarini: «Lucio è stato una presenza costante a fianco del mister, fornendo un grande supporto alla squadra e favorendo la creazione di un bell’ambiente: anni splendidi per il Cervo e per lui». La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nella moglie Marilena, nella figlia Federica e nei nipoti Tommaso e Alice. G.C.Z.

 

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