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EMERGENZA

In un anno 452 sfratti. Più soldi per il fondo

26 agosto 2019, 05:08

In un anno 452 sfratti. Più soldi per il fondo

Andrea Violi

Più fondi a disposizione del Comune per aiutare le famiglie in difficoltà alle prese con l'affitto da pagare. La novità è in arrivo. Grazie a un provvedimento della Regione, il Comune di Parma potrà sbloccare circa 700mila euro finora vincolati, «dirottandoli» sul Fondo Affitti. All'inizio di settembre è prevista una riunione operativa. Nei prossimi mesi si potranno fare i relativi bandi e dal 2020 i fondi potranno essere utilizzati.

Lo spiega Laura Rossi, assessore al Welfare del Comune, interpellata dalla Gazzetta di Parma dopo l'appello del vescovo Enrico Solmi alla città. Nell'omelia di Ferragosto, Solmi ha chiesto alla città nuove soluzioni contro l'emergenza sfratti. I numeri: l'anno scorso sono stati effettuati 452 sfratti esecutivi (239 a Parma, 213 in provincia). E in questo periodo pare esserci una recrudescenza del problema.

«Affrontiamo il discorso su due fronti: l'emergenza vera e propria, quando c'è la famiglia in strada, e la prevenzione degli sfratti - spiega l'assessore Rossi -. I servizi a bassa soglia, ad esempio: abbiamo più di tutti in assoluto nei dormitori, in Emilia-Romagna. Abbiamo 119 posti nei dormitori pagati direttamente dal Comune». Nel 2018 per i dormitori sono stati spesi circa 500mila euro. Il dormitorio maschile Cant ha accolto 186 persone per 6.048 notti nel 2018, con una spesa di oltre 269mila euro. Il dormitorio femminile 100 Lune l'anno scorso ha ospitato 51 donne e 25 bambini per 4.220 notti (spesa di oltre 138mila euro). Il dormitorio freddo del Cornocchio ha accolto 136 persone (43mila euro), mentre in quello di Betania hanno trovato riparo 61 persone (40mila euro). I dati di quest'anno dovrebbero essere in linea con il 2018.

La Rossi ricorda poi la convenzione da 220mila euro annui con la Caritas per la mensa e i numerosi alloggi del Comune «per tamponare l'emergenza».

Gli strumenti pubblici per la prevenzione degli sfratti passano da alcune iniziative dal successo altalenante. C'è il Fondo per la morosità incolpevole: sono previsti contributi fino a 8mila euro per le famiglie con un regolare contratto che abbiano ricevuto un'intimazione di sfratto (e non pagano l'affitto perché hanno perso il lavoro o affrontano una malattia grave). Sulla carta un aiuto concreto, di fatto un'arma spuntata a causa della burocrazia. «I criteri imposti dal ministero sono rigidi e poche famiglie riescono ad accedere al contributo, che comunque arriva a emergenza in corso - spiega la Rossi -. Dal 2012 ad oggi, il Comune ha ricevuto 1,4 milioni dallo Stato per questo fondo, che però è vincolato (il denaro non può essere spostato per sostenere altre spese, ndr). Abbiamo un avanzo di 993mila euro. La Regione Emilia-Romagna è riuscita a ottenere dal ministero che tutti i soldi in avanzo possano essere destinati diversamente. Così potremo riconvertirlo nel Fondo affitto: sbloccheremo 600-700mila euro dalla morosità incolpevole».

«Il Fondo affitto è stato difficile da gestire, perché arriva saltuariamente da fondi statali», nota la Rossi. Il contratto dev'essere rifatto a canone concordato 3+2, con uno “sconto” di almeno il 10%. Il proprietario avrà per tre anni fino a 4.800 euro e uno sgravio sull'Imu. E ora che il Fondo affitto potrà essere irrobustito, il Comune farà una campagna di promozione.

Uno strumento che ha riscosso poco successo invece è l'Agenzia per la locazione. A fronte di un affitto calmierato, i proprietari possono avere garanzie fino a 3.500 euro per morosità, spese legali e danni, il supporto di Acer, l'Imu agevolata al 6 per mille (anziché 8). Dal 2017 ad oggi tuttavia solo una decina di contratti sono stati conclusi a queste condizioni. «È molto triste, poteva essere uno stimolo al mercato privato - commenta l'assessore -. Tra l'altro a Parma ci sono centinaia di alloggi sfitti. Il Comune non poteva fare di più». Laura Rossi ricorda i contributi erogati direttamente dal Comune: «Siamo arrivati a 2,6 milioni di contributi all'anno fino al 2018. Quest'anno stiamo spendendo meno perché con il reddito di cittadinanza tutto si rimodula».

Sul fronte della risposta pubblica ai problemi, inoltre, «come Acer abbiamo 4mila alloggi», che spesso hanno bisogno di interventi. Ogni anno, con il turnover, se ne vuotano un centinaio, su cui si effettuano manutenzioni. L'anno scorso sono stati stanziati 2,3 milioni in avanzo vincolato per ulteriori 70 alloggi, che saranno pronti nei prossimi mesi. Resta un centinaio di appartamenti che hanno bisogno di ristrutturazioni «pesanti». Possono costare anche 60-70mila euro e al momento mancano le risorse.

 

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