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Venerdì

«Notte» a tutto ritmo con Carl Brave

27 agosto 2019, 05:01

«Notte» a tutto ritmo con Carl Brave

Pierangelo Pettenati

L’estate sta finendo e con essa la stagione dei concerti all’aperto. Dopo tre mesi di proposte locali, nazionali ed internazionali, il Parma Music Park - venerdi alle 21 - dà l’arrivederci al pubblico di Parma con Carl Brave e il suo «Notte Brave Summer Tour». Nel suo doppio ruolo di cantante e produttore ha raggiunto una grande popolarità sia tra il pubblico che tra i suo colleghi in brevissimo tempo. Un successo rapido ma non casuale, costruito col lavoro e con la giusta mentalità da musicista. Lo dimostra anche l’energica e nutrita formazione che l’accompagna dal vivo: Simone Ciarocchi alla batteria, Lucio Castagna alle percussioni, Mattia Castagna al basso, Lorenzo Amoruso e Massimiliano Turi alle chitarre, Valerio D’Ambrosio alle tastiere, Edoardo Impedovo e Gabriele Tamiri alle trombe e Adalberto Baldini al sax.

C’è un segreto dietro questa esplosione?
«Questa velocità è sicuramente dovuta agli strumenti che abbiamo oggi per fruire della musica. Riempivano YouTube di canzoni, ogni due settimane ne caricavamo una e questo ha dato a me e Franco126, col quale ero all’inizio, subito visibilità. Grazie poi a Musically, un programma usato soprattutto dai ragazzini, è partito tutto il treno. In realtà la gavetta c’è stata, solo che è stata molto veloce e in due anni sono passato da 300 persone a 25.000, in un’escalation costante ma rapida».

Immediatamente sono arrivate anche collaborazioni di prestigio, come quelle con Max Gazzè, Elisa, Francesca Michielin, Fabri Fibra. Come sono nate?
«Le ho cercate io perché mi ritengo prima un produttore che un cantante e in questa ottica cerco la migliore soluzione per ogni canzone. La cosa buffa è che io faccio ancora tutto dalla mansardina dove sono partito, un buco ridicolo di 8 metri quadrati. Uno è abituato a quei mega studi, e invece tutti sono venuti a registrare in questa stanzetta, che sta là da quando ero proprio un pischello perché per me ha un’atmosfera magica».

La sua musica non è proprio trap, ma rientra nella nuova ondata musicale protagonista del momento, e come tutte in precedenza attira critiche e pregiudizi; ne è stato vittima? Come ha risposto?
«Dal punto di vista musicale, quello che mi hanno contestato era sull’uso dell’autotune. A parte che non fa magie, io lo uso solo per dare un tocco di modernità. Per i testi, invece nessuno mi ha mai detto niente perché io parlo molto di me, di piccole cose, di quello che vivo e la vita mia è una vita normale».

Siamo alle ultime date di un lungo tour; è già possibile fare un bilancio?
«Sì, è andato molto bene, abbiamo fatto quasi trenta date in tante situazioni diverse. È stata una grande crescita per tutti noi, siamo passati dal fare un concerto normale a un vero e proprio show, ogni pezzo ha la sua dimensione e tutte le canzoni sono riarrangiate in maniera un po’ più coatta, come diciamo noi, con un po’ più di potenza. Qualcuno vorrebbe sentirci fare le canzoni esattamente come sono sul disco, ma così si perde tutto. L’errore, il cambio di arrangiamento e di velocità (perché noi dal vivo si trotta), devono esserci altrimenti ci annoiamo tutti a partire da noi che suoniamo».

Infoline 370/3300851, www.parmamusicpark.com

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