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Collecchio, addio a Primo Bettati

28 agosto 2019, 05:02

Collecchio, addio a Primo Bettati

Gian Carlo Zanacca

COLLECCHIO - Se ne è andato un pezzo di storia di Ozzano Taro: è deceduto martedì scorso, nella casa degli anziani di Collecchio, Primo Bettati, conosciuto come Primino, aveva 92 anni ed è stato per 57 anni, dal 1946 al 2003, corrispondente della Gazzetta di Parma da Ozzano Taro.

Certamente uno dei collaboratori che lo ha fatto più a lungo. La Gazzetta di Parma, nel 1978, lo premiò con la medaglia d’oro. Primino ha vissuto in prima persona la rivoluzione che ha interessato il suo paese e l’Italia, in quasi un secolo di vita.

In un’intervista di qualche anno fa ricordava come è cambiata, per esempio la comunicazione: gli articoli, un tempo, venivano scritti da lui a macchina e spediti in busta chiusa, consegnandoli «fuori sacco» agli addetti del vagone postale del treno che passava da Ozzano Taro ed era diretto a Parma. Venivano, poi, ritirati in stazione a Parma da un addetto della Gazzetta. Oggi basta un clic sulla tastiera del computer per farlo e in quel clic ci stanno in mezzo la rivoluzione tecnologica, quella industriale, quella sociale, ma anche politica, che Primino ha vissuto e che ha raccontato con la sua «penna» per oltre mezzo secolo.

Lui che aveva vissuto la conquista dell’Impero nel 1936 ancora scolaro, lui che è stato testimone oculare degli anni difficili della seconda guerra mondiale, dei bombardamenti e delle ferite lasciate dal conflitto.

Il suo rapporto con il direttore Baldassarre Molossi era cresciuto nel tempo e si era consolidato. «Per me – ricordava nell’intervista – non era solo il direttore, era un amico: cordiale, aperto e rispettoso». Fu corrispondente ai tempi in cui capo servizio era Ubaldo Bertoli e nei suoi aneddoti ricordava anche Aldo Curti. Primino era molto conosciuto, soprattutto nella sua Ozzano, dove si era trasferito con i genitori da Collecchio quando era ancora in fasce. Il padre Mario gestì il bar Verdi e la tabaccheria di via Nazionale 71, dove abitava, fino alla fine degli anni Sessanta. La sua «penna» ha documentato le trasformazioni di una realtà, Ozzano, che da piccolo centro agricolo si è trasformato in importante centro industriale con la presenza della Roldfi e della Plasmon. Ha descritto una realtà, fino a pochi decenni fa, fatta di tanti artigiani e piccoli imprenditori.

Ha conosciuto diversi primi cittadini di Collecchio da Gino Manganelli al suo compaesano Bruno Mambriani. La sua è stata una passione, quella di descrivere un piccolo mondo che non morirà mai anche grazie a lui.

 

La famiglia della Gazzetta si stringe con un abbraccio ai familiari di Primo Bettati.

 

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