Sei in Gweb+

Viale Villetta

L'agronoma: «Non si dovevano abbattere quelle piante: erano un patrimonio di tutta la città»

28 agosto 2019, 05:06

L'agronoma: «Non si dovevano abbattere quelle piante: erano un patrimonio di tutta la città»

La «strage» di alberi? Inaccettabile per l'agronoma Rosanna Figna, che ha scritto una lettera aperta al sindaco Pizzarotti e all'assessore Alinovi. Lettera inviata anche al nostro giornale: ecco il testo.

«Sono sgomenta - scrive Rosanna Figna - nel constatare che vi siete permessi di abbattere piante che erano patrimonio della città che erano lì prima di voi e dovevano rimanere anche dopo di voi. Quelle piante erano un bene comune, un patrimonio di valore inestimabile perché vivente e perché racchiudevano tutto il tempo della loro crescita, della loro resistenza alle intemperie, all'asfalto, alla siccità».

«Sono laureata in agraria, non potete ingannarmi con la storia che erano pericolose. Al giorno d’oggi esistono delle cure e dei trattamenti efficacissimi anche se costosi, come contro l'armillaria mellea alle radici, e ci sono tagli di recupero, ed esistono fungicidi sistemici efficacissimi. Avete abbattuto anche 5 grandi pioppi all'ospedale. Io ho fotografato uno ad uno i ceppi rimasti a terra e prelevato campioni, non ho visto segni di marciumi e di carie».

«Molti anni fa avevamo indetto una manifestazione 100 donne per 100 piante per salvare gli ippocastani del Parco Ducale, li abbiamo salvati e sono ancora là, voi invece avete fatto le cose in un momento di città deserta così ci avete dato un danno enorme, passato sotto silenzio. E’ molto amaro constatare che le amministrazioni comunali non si siano evolute, non abbiano acquisito una coscienza ecologica, un rispetto per esseri viventi che sono un patrimonio inestimabile. Mi dispiace che questa mancanza di cultura ambientale sia il preludio di una Parma 2020. Se anche ce ne fossero alcuni da abbattere non avevate il diritto di distruggerci l'intero viale. Quando gli interventi consigliati sono così drastici e massivi si ha il dovere di interpellare più di un esperto».

Pur avanzando qualche dubbio sui costi dell'operazione, Rosanna Figna prosegue: «Ora quei pioppi cipressini non ci “balzeranno più incontro”, sono scomparsi per sempre quei giganti giovinetti, così li chiama il poeta, non solo per affetto, ma anche perché un albero è un eterno giovane, dato che è in continuo accrescimento, e anche perché le sue parti hanno la facoltà di rigenerarsi, perché risorge ad ogni stagione, ed ha la forza di un gigante, solo non può resistere alle motoseghe. Credo che nessuno di voi sappia veramente che cosa è una pianta e che valore ha in un periodo come questo, in cui se ne ha un estremo bisogno. Le piante sono gli unici esseri che non si nutrono di altri esseri, ed è solo attraverso la fotosintesi clorofilliana che è possibile la vita su questa terra, un grande albero crea un microclima ed un habitat che si può ricostruire solo dopo decine di anni. Tutti noi, se abbiamo la volontà di abbattere un albero dobbiamo giustificarlo a voi la e provarne la vera necessità, voi ci avete privato di decine di alberi maestosi, ed utili senza nemmeno avere un dubbio o provare a curarli. Spero che l’amministrazione che verrà dopo di voi sia più attenta al patrimonio verde, comunque, ironia della sorte leggo questa frase nella vostra pagina dell'Assessorato al Verde».

«La salvaguardia delle aree verdi pubbliche - conclude l'agronoma - è affidata al senso di responsabilità dei cittadini, che sono tenuti ad osservare le norme del relativo Regolamento e le indicazioni del personale addetto alla gestione del verde ed alla vigilanza». r.c.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA