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Fornovo, l'ultima chiamata per il partigiano «Caruso»

29 agosto 2019, 05:03

Fornovo, l'ultima chiamata per il partigiano «Caruso»

FORNOVO Si è spento all’età di 93 anni, il partigiano «Caruso», al secolo Remo Pellerzi. Un nome di battaglia, il suo, che non era casuale ma dovuto al fatto che Remo cantava sempre: lo aveva fatto da ragazzo e aveva continuato a farlo per tutta la vita.

La musica che sempre lo aveva accompagnato ed era il segnale evidente del suo carattere positivo, ottimista, sempre aperto al sorriso. Un uomo che ha avuto una vita intensa, piena, completa, della quale andava fiero. Remo era nato nel bercetese, a San Bartolomeo, sopra Corchia, in una località chiamata «Pià d’Libor», e per questo era conosciuto in zona con il nome di Libor. Di famiglia contadina Remo, insieme ai fratelli maggiori, a soli 17 anni era entrato nei partigiani, nella Brigata Julia: una scelta dettata innanzitutto dalla paura che le incursioni dei tedeschi nella zona mettessero a rischio la sua famiglia. Nel ‘56, ad un anno dal matrimonio con Ivana, nativa di Bergotto, i coniugi erano emigrati in America, a New York, dove Remo aveva trovato lavoro come lavapiatti: grazie all’impegno e alla serietà dimostrata in breve tempo era diventato chef nello stesso locale.

Dopo dodici anni vissuti oltreoceano, il ritorno in Italia: un passo necessario, il rientro in patria, per Remo, che sentiva di aver contribuito a rendere libero il proprio Paese. Esperienze, quelle di partigiano prima e di emigrante in seguito, delle quali andava orgoglioso, per i traguardi che era riuscito a raggiungere. Tra questi, l’acquisto di un podere a Medesano, dove poter esprimere il suo amore per la natura, la terra e l’agricoltura: passione che aveva trasmesso anche ai suoi famigliari. Non potendo fare l’agricoltore a «tempo pieno» per motivi di salute aveva quindi aperto una drogheria-salumeria in piazza della Pieve, che aveva condotto con la moglie, fino al pensionamento. A ricordarlo con tenerezza è il nipote Alderico, che ha ereditato dal nonno l’amore per la natura e gli animali. «Il nonno voleva renderci felici, come era stato lui nella sua vita. Avrebbe fatto qualunque cosa per noi, per non farci mancare nulla. Sperava che nelle nostre vite tutto andasse per il verso giusto. E non ci lasciava mai soli, anche durante le vacanze. E’ stato un grande esempio». Un legame profondo verso la famiglia che ha dato i suoi frutti, con la vicinanza continua ed il sostegno di tutti i suoi cari negli ultimi anni, segnati per lui da problemi di salute. A ricordare il partigiano bercetese anche un post del sindaco di Berceto, Luigi Lucchi che dice tra l’altro di lui: «Lo avevo conosciuto e ci parlavo volentieri per sapere tante cose». I funerali di Remo Pellerzi, che lascia la moglie Ivana, le figlie Sandra, con Daniele, e Daniela con Massimo e i nipoti Alderico, Anastasia e Clarice, con Luca, sono previsti questa mattina alle 10, partendo dalla sala del commiato di via di Vittorio, per la Pieve di santa Maria Assunta. Do.C.

 

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