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LUTTO

Addio all'insegnante Etty Viola

30 agosto 2019, 05:06

Addio all'insegnante Etty Viola

La signora Viola ci ha lasciato. Così l’aveva identificata Mario Soldati in un racconto ambientato a Tellaro, che descriveva in tono mitico di un balenottero spiaggiato nella baia di Fiascherino. Ma perché non chiamarla Etty come era consuetudine tra loro? La lusinghiera allusione era per intenditori: «signora Viola» infatti è il nome italiano di un personaggio femminile vagamente misterioso di «Nostromo» di Joseph Conrad.

Lei era Maria Antonietta Montanari detta Etty, figlia di Giuseppe Montanari detto Peppino, che con il soprannome di Saturnino Gianpepe ha firmato alcune tra le più famose, e tuttora rappresentate, commedie in dialetto parmigiano. In casa loro si respirava teatro, il nonno Ugo Montanari, impresario teatrale, aveva avuto in gestione il teatro Reinach, e per un breve periodo anche il teatro Regio.

Frequentando l’Università di Bologna, coetanea di Lorenzo Bocchi, si era poi laureata con un rigorosissimo francesista, Vittorio Lugli, grazie alla cui guida aveva preparato la tesi sulla nuova narrativa francese, «Le diable au corps» di Raymond Radiguet e specialmente «Le Grand Meaulnes» di Alain-Fournier, raffinatissimo romanzo di formazione oggi considerato anticipatore del più conosciuto «giovane Holden» di Salinger. Aveva incontrato e sposato nel 1950 Pietro Viola, frequentando con lui gli ambienti intellettuali della città, i famosi caffè letterari, Oreste Macrì, Aldo Borlenghi, Pietro Bianchi, Attilio Bertolucci, Ugo Guanda, Virginio e Antonio Marchi, Ubaldo Bertoli , Isa e Mario Colombi Guidotti ecc. Amicizie e scambi di idee, come dire, alla pari, in anni non ancora segnati e cambiati da una piena consapevolezza e autorevolezza femminile.

Importante era stato il convegno su Stendhal tenutosi a Parma nel 1950, per una appassionata lettrice in lingua della narrativa francese quale è stata sin quasi alla fine (al punto che si ricorda la sua richiesta di procurarle una edizione francese di «Le Grand Meaulnes» perché voleva rileggerlo, e aveva quasi novant' anni!)

Aveva insegnato italiano storia e geografia alle scuole medie, amava i suoi allievi, molti dei quali la ricordano ancora, e ogni anno portava le sue classi a Marzabotto, tanti anni prima che andassero di moda i «viaggi della memoria». E per circa dieci anni, tra il 1955 e il 1964 aveva tenuto per la rivista aziendale dell’Eni «il gatto selvatico», diretta da Attilio Bertolucci , una rubrica mensile di moda per la pagina «la nostra casa», che firmava Viola tout court (forse per vezzo). Un tono, un registro di scrittura che stava tra il passato di Donna Letizia, e il futuro di Natalia Aspesi; indimenticabili la concentrazione e l’ostinazione con cui picchiava i tasti dell’Olivetti lettera 22, con, e solo con, gli indici, pretendendo il silenzio intorno e dai due figli. Sempre insieme a Pietro ha passato tutte le estati della sua vita a Tellaro, che amava molto, che ha vissuto sin quasi alla fine pur non essendo certo quello «un paese per vecchi», frequentando nel tempo casa Soldati con ospiti di rilievo come Giorgio Bassani, Cesare Garboli, Enzo Paci, gli amici Bertolucci e Alpi, e i tavolini del bar Ondine cui non mancava quasi mai all’ora dell’aperitivo, negli anni storici insieme agli amici parmigiani, tutti habituées, Lorenzo e Laura Bocchi, Giustina e Lino Rizzi, Isotta e Attilio Musini, Pino e Carla Folli, Angela Barilli... in seguito con i più giovani Laura Boella, Carlotta Barilli, Stefano Spagnoli, Matilde Bocchi, Rosanna e Iride, tellarine, infine con i giovanissimi, i nipoti e i loro amici, che si fermavano volentieri a conversare con lei e ad ascoltare i suoi racconti... sì, la signora Viola il 21 agosto, a 95 anni, serenamente se ne è andata. L'amica e collega Isa Guastalla, ex insegnante di lettere del liceo Marconi e presidente del Circolo di Lettura, commentata commossa: «Tutto quello che Etty è stata, che ha amato, trasmesso ai figli, agli amici e agli scolari rimane, ne sono certa, nel cuore di chi l'ha conosciuta, amata, stimata». r.c.

 

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