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Aspettando l'asta: i quadri di Tanzi in mostra a Parma

30 agosto 2019, 05:04

Aspettando l'asta: i quadri di Tanzi in mostra a Parma

KATIA GOLINI

Sulla carta parliamo di un patrimonio di almeno sei-sette milioni, ma di certo le sorprese non mancheranno. E comunque sarà il mercato a decretarne l'effettivo valore economico. Una cosa è fuori di dubbio: le firme sono illustri al punto da aver già attirato l'interesse di vari collezionisti da tutto il mondo, Emirati Arabi compresi.

Le più importanti opere della collezione Tanzi, in seguito al crac Parmalat da anni sotto sequestro giudiziario, vanno all'asta (a Milano al Centro Svizzero martedì 29 ottobre alle 19). Parliamo di 55 tra tele, disegni, grafiche e sculture di particolare pregio. Non tutti pezzi milionari, ma sicuramente degni di nota.

Da oggi, sul sito (www.ivgparma.it) dell'Istituto vendite giudiziarie di Parma, sono online le quotazioni e le cifre stabilite come base d'asta del «lotto numero uno», ritenuto dagli esperti di interesse internazionale (il lotto numero due è formato da 79 opere considerate di interesse locale).

OCCHI SUL PICASSO

Gli occhi sono puntati sul Picasso, stimato tra 800mila e un milione e 200mila euro: «Nature morte au citron, à l'orange et au verre», dipinta a Parigi nel gennaio del 1944, olio su tela (24X40 centimetri), accompagnata dal certificato di libera circolazione, rappresenta per i collezionisti una gemma - anche se di piccole dimensioni - che promette rilanci consistenti. Il maestro realizzò la tela nell'atelier di rue Saint-Augustins, fulcro della sua attività artistica negli anni della seconda guerra mondiale.

 

LE ALTRE PERLE

Altrettanto promettente la «Falaise du petit Ailly à Varengeville» di Monet (la stessa esposta da qualche mese in Galleria Nazionale): un altro olio su tela, stessa valutazione del Picasso, con qualche incognita in più. Si tratta di una delle numerose scogliere della Normandia dipinte alla fine dell'Ottocento, in cui è prepotente lo studio della luce e degli effetti sul paesaggio. Opera importante precede il periodo di Givenchy, quello ben più noto al grande pubblico.

«PEZZI DA NOVANTA»

Ma tra i «pezzi da novanta» non si può non considerare la «Natura morta con cesto di mele» di Van Gogh, il ritratto di donna firmato Federico Zandomeneghi, e la «Finestra su Dusseldorf» di Giacomo Balla, pre-futurista, con evidenti tratti «divisionisti», su cui il ministero ha disposto il vincolo di movimento, condizionando quindi la valutazione per l'immissione sul mercato.

FIRME DA MANUALE

Dall'Impressionismo all'arte moderna europea: a dare valore al «tesoro» d'arte della collezione numerose altre grandi firme, tutte da manuale. Parliamo, solo per fare qualche esempio di Francis Picabia (in asta un olio da minimo 150-200mila euro), Signac, Matisse, Cézanne, Manet, Corcos, Kandinsky, Chagall, Modigliani, Toulouse-Lautrec, solo per citarne alcuni. 

LA MOSTRA

Tutte le opere della collezione saranno esposte, in anteprima nazionale, all'Ape Parma Museo di via Farini (nella ex sede di Banca d'Italia, al civico 32/A), da venerdì 6 a domenica 15 settembre, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Insieme alle grandi firme del panorama europeo, anche le opere degli autori ritenuti di interesse locale. Quasi 80 tra - anche in questo caso - tele, disegni, stampe, sculture con l'aggiunta di oggetti d'arredo e reperti storici. Il secondo lotto della collezione va in asta online a partire da giovedì 5 settembre fino al 19, sempre attraverso il sito www.ivgparma.it.

Tanti «pezzi forti», tutti insieme, in un'unica mostra a Parma, non si erano mai visti. «La raccolta ritrovata» è un'occasione unica, che non si ripeterà facilmente, da non perdere. Poi, una selezione delle opere girerà, entro il 29 ottobre, in altre grandi città italiane, ma è a Parma che si potranno vedere tutte insieme.

 

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