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LUTTO

Addio a Giorgio Colla, signore del tennis

31 agosto 2019, 05:07

Addio a Giorgio Colla, signore del tennis

Antonio Bertoncini

Il mondo del tennis parmense è in lutto. Nella prima mattina di giovedì è mancato improvvisamente, a 70 anni, Giorgio Colla, grande protagonista del tennis ducale per diversi decenni. E’ deceduto probabilmente nel sonno, nella sua casa di Parma dove viveva insieme al figlio Matteo, ma si può dire che sia morto con la racchetta in pugno: a cavallo di Ferragosto ha partecipato ad un torneo internazionale over 70 in Germania, e ancora in questi giorni si stava preparando per partecipare ai campionati italiani a Milano Marittima, in calendario per il mese di settembre. Ma stavolta il destino ha deciso diversamente.

Ingegnere elettronico, Colla ha lavorato per una vita al centro contabile della Banca Commerciale, ma il tennis è sempre stata la passione che non è mai venuta meno, anche se le vicende della vita lo avevano tenuto per un certo periodo lontano dall’attività agonistica sui campi di gioco.

Dopo i sessant’anni aveva ripreso a giocare con regolarità fino ad arrivare a conquistare il titolo di campione italiano over nel 2008: «Ancora di preciso non sappiamo cosa gli sia successo - racconta commosso il figlio Matteo -. Mio padre viveva in casa con me e ha sempre goduto di buona salute. In questi giorni c’era anche mia sorella Simona, che fa la ricercatrice a Huston, ma è venuta in vacanza insieme al marito Marco Ugolotti. Oltre al padre ho perso anche un grande maestro di vita e di sport. Devo a lui se sono riuscito a classificarmi per cinque anni in prima categoria, fino ad arrivare attorno al duecentesimo posto nella classifica mondiale».

Oggi il figlio Matteo è maestro di tennis al circolo di Mariano, lo stesso dove Giorgio ha giocato negli ultimi vent’anni, dopo tanto tempo trascorso alla Raquette, che è stata per decenni il tempio del tennis parmense, indossando la maglia del Cus.

Indietro nel tempo corre anche il ricordo di Giorgio Pagliari: «Ci siamo conosciuti sui campi di tennis da quando avevamo 15 anni - racconta - e non ci siamo mai persi di vista. All’inizio degli anni Settanta, Giorgio era il più forte tennista di Parma, poi ha dovuto fare i conti con pesanti vicissitudini familiari, ma ha ritrovato l’entusiasmo e la passione con i tornei degli over, ottenendo ottimi risultati. Vorrei ricordarlo soprattutto come uomo, per la forza e la dignità che ha sempre di dimostrato anche nei momenti difficili».

Gemello inseparabile sul campo era Giorgio Pedraneschi, di dieci anni più vecchio, ma perfetto compagno per un doppio pressoché imbattibile: «Per me giovedì è stato un giorno molto brutto - dice Pedraneschi con un filo di commozione nella voce -. Giorgio era un amico, abbiamo condiviso un lungo periodo della nostra vita. Aveva per il tennis una passione incredibile». Poi la memoria va verso i tempi migliori: «Per dieci anni - racconta l’ex presidente del Parma Calcio - siamo stati compagni di doppio inseparabili, anche se lui era in seconda categoria e io in terza: siamo arrivati a vincere 32 tornei di fila con la maglia del Cus Parma, e ci hanno “rubato” il trentatreesimo alla finale di Viareggio». Addirittura, a Piacenza uno degli avversari, per la rabbia della sconfitta, buttò la racchetta nel Po, a lato del campo di gara. Siamo arrivati ad essere il miglior doppio in Emilia di seconda categoria. Io ho appeso la racchetta al chiodo, ma lui giocava ancora, e benissimo».

Anche il maestro Guerrino Sollini, che ha avuto come allievi Matteo e Simona, ricorda con una punta di nostalgia gli anni trascorsi alla Raquette e le imprese targate Cus Parma: «Ci siamo conosciuti nel ‘67 alla Raquette - racconta - con lui ho giocato poche volte ma non ho mai vinto, ma per tanti anni abbiamo fatto parte della stessa squadra. E’ stato sempre un amico, corretto, mai invadente, mi ha affidato i suoi figli come allievi e ancora adesso ci trovavamo ogni anno con gli amici per una cena prenatalizia. Alla prossima non ci sarà, ma lo ricorderemo con molto affetto». La data delle esequie non è stata ancora fissata.

 

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