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Auto pirata

Via Mantova, il dramma dei due operai investiti

31 agosto 2019, 05:08

Via Mantova, il dramma dei due operai investiti

Michele Ceparano

«Mio fratello sta molto male, sono molto preoccupata. Si ricorda solo di aver visto tanto sangue. Il momento preciso dell'incidente invece l'ha in qualche modo cancellato».

Chi parla è la sorella del 53enne operaio albanese che abita a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, che mercoledì notte alle 23,30 è stato travolto da un'auto pirata. Un'Audi A6 nera il cui conducente, un sorbolese quarantenne, non si è infatti fermato e il tardo pomeriggio seguente si è presentato al comando della polizia locale di Parma.

Insieme all'albanese c'era un suo collega 42enne bresciano della Val Camonica. I due stavano rifacendo la segnaletica stradale in via Mantova per conto di una ditta di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, che sta svolgendo i lavori per il Comune.

Gli operai stavano lavorando all'altezza del distributore Eni nei pressi della rotatoria all'incrocio con via Venezia, in un tratto di via Mantova ben illuminato.

A un certo punto, è spuntata quell'Audi che, per cause in corso di accertamento da parte della polizia locale, li ha travolti. Al personale del 118 arrivato tempestivamente sul luogo dell'incidente le condizioni dei due uomini feriti sono apparse subito molto preoccupanti.

Quello ridotto peggio era il 42enne bresciano che è stato ricoverato subito nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Maggiore dopo un trauma cranico e numerose fratture.

Non è, invece, in pericolo di vita il suo collega 53enne che, però, avendo riportato anch'esso numerose fratture alle caviglie e alle braccia, ieri è stato operato a una gamba e successivamente ricoverato in terapia intensiva.

Proprio lì, in attesa di vedere per un istante i propri cari e avere qualche notizia sulle loro condizioni, c'erano i parenti dei due uomini tra cui la sorella dell'operaio albanese e la moglie del collega bresciano. Uniti nel lavoro e ricoverati a pochi passi.

La sorella del 53enne racconta di essere riuscita a parlare con il suo congiunto.

«Non si ricorda il momento in cui è stato travolto - spiega la donna che accetta con grande pazienza di rispondere alle domande -, ma mi ha detto qualcosa su quello che ha visto subito dopo: sangue dappertutto sulla strada e, soprattutto, mi ha spiegato che non riusciva ad avvicinare una gamba all'altra».

La moglie dell'operaio 42enne è seduta accanto a lei nella sala d'attesa e si fa forza.

Suo marito è in Rianimazione e lei non ha potuto nemmeno dirgli una parola. Però, l'ha visto e tiene viva la speranza. Nella sala del Maggiore ci sono altre persone, parenti di persone ricoverate, che, capito chi sono le due, si informano e fanno loro coraggio.

Nel frattempo, sul fronte delle indagini, va ricordato che la fuga del conducente dell'Audi nera che ha travolto i due operai è durata meno di 24 ore.

Intorno alle 19,30 di giovedì il quarantenne sorbolese si è, infatti, presentato al comando della polizia locale di via del Taglio, accompagnato dal suo avvocato. Numerose le domande a cui l'uomo dovrà rispondere.

Le indagini sul doppio investimento di via Mantova sono scattate subito dopo che la polizia locale ha raccolto le prime testimonianze proprio da chi era rimasto vittima di quell'auto «impazzita» diretta verso Sorbolo.

Gli agenti dell'Infortunistica hanno così controllato i carrozzieri della zona e visionato le immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati.

Inoltre, è stato contattato il comando della polizia locale di Sorbolo, con cui gli agenti di Parma hanno operato in sinergia. Così come funzionano in sinergia il sistema di videosorveglianza del Comune di Parma e quelli di numerosi comuni della provincia tra cui appunto quello di Sorbolo Mezzani.

 

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