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VITTORIO MATTEUCCI

«Il mio “Frollo” maturo in Nôtre Dame de Paris

01 settembre 2019, 05:05

«Il mio “Frollo” maturo in Nôtre Dame de Paris

PIERANGELO PETTENATI

Atto conclusivo del «Parma Cittàdella Musica» dopo i concerti di Salmo, in programma l'11 di questo mese e Antonello Venditti, il 12, è il ritorno in città di «Nôtre Dame de Paris», il 19, 20 e 21, sempre alle 21 e sempre nella versione con le musiche di Riccardo Cocciante e il testo in italiano di Pasquale Panella.

Uno dei personaggi principali dell’opera scritta da Victor Hugo è Frollo, che torna ad essere interpretato da Vittorio Matteucci, il primo cantante del cast a raccontarci questa nuova edizione dello spettacolo.

Lei era Frollo nella prima produzione e torna ora dopo alcuni anni; che evoluzione c’è stato nello spettacolo e nel personaggio?

«Lo spettacolo è sempre assolutamente fedele a sé stesso, ancora con il suo equilibrio magico. Il personaggio, ovviamente, cresce e matura anche rispetto all’età del suo interprete. Allora avevo 17 anni in meno, adesso trovo la mia performance più aderente. Non perché io abbia la stesso modo di fare, perché Frollo è veramente un cattivone, ma perché lo capisco di più e quindi viene fuori diverso anche se la traccia è la stessa».

Chi torna a vedere lo spettacolo a distanza di tempo cosa ritrova? E quali nuovi elementi lo sorprendono?

«Chi l’ha già visto ritrova le emozioni intatte, solo che sono passati anni e sarà rapito da altri aspetti. È uno spettacolo veramente magico, che ha una forza evocativa, una storia, un archetipo favoloso, unico. Siamo veramente al massimo della narrazione. Si parla di cose attuali, i clandestini, la difficoltà da parte del potere di adattarsi ai cambiamenti, l’amore passionale, il rapporto con Dio. Chi non l’ha mai visto deve assolutamente farlo perché non si può perdere uno spettacolo del genere».

Nôtre Dame ha anche il merito di aver riportato in Italia l’interesse per il musical…

«Ci siamo riappropriati di una tradizione che era già nostra, quella dell’opera lirica, del grande dispendio di mezzi, di energia, di arte, di artigianato. Le voci non sono liriche ma moderne, però ha la struttura, la grandiosità, la magnificenza dell’opera lirica. Ecco perché ci troviamo bene a Parma, che è il centro storico dell’opera lirica. Noi arriviamo con grande rispetto, ma coscienti di portare una cosa di altissimo livello che non deluderà anche gli amanti della lirica».

Il musical ha dato lavoro a tanti artisti, anche giovani. È meglio essere eclettici o specializzarsi?

«Sicuramente essere eclettici, perché ti possono chiedere di tutto, anche se devi puntare sui tuoi lati più forti. Qualunque cosa tu faccia, l’importante è portarsi dietro la propria personalità, perché è quello che ti distingue. Ognuno è un universo e tutti hanno modo di eccellere. Le doti, prima o poi vengono fuori, l’importante è essere sé stessi e avere personalità».

Biglietti in prevendita online sul circuito Ticketone e nei punti Vivaticket, Ticketone e da Puzzle Concerti in via Borsari. Info 0521 993628 o www. parmacittadellamusica.it.

 

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