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CANTIERE

Piazza Garibaldi, lavori «antisfondamento» all'ex Cobianchi

01 settembre 2019, 05:08

Piazza Garibaldi, lavori «antisfondamento» all'ex Cobianchi

PIERLUIGI DALLAPINA

Un nuovo cantiere è spuntato sotto le finestre del Comune, solo che questa volta i curiosi potranno sbirciare ben poco: gli operai lavoreranno infatti sottoterra, negli spazi dell'ex Cobianchi, un luogo ormai dimenticato dai più. Solo le due scalinate che scendono sotto piazza Garibaldi - una all'angolo con via Cavour e l'altra davanti ai portici di via Mazzini - testimoniano l'esistenza di un qualcosa di cui si è persa la memoria e che, a quanto pare, continuerà a restare inaccessibile alla città anche nell'immediato futuro.

«Al momento non è in programma una rifunzionalizzazione dell'ex Cobianchi», premette Michele Alinovi, assessore all'Urbanistica e ai Lavori pubblici, per chiarire che quello iniziato sotto la piazza è una sorta di cantiere antisfondamento. «Si tratta di un intervento di consolidamento strutturale e la maggior parte delle lavorazioni saranno eseguite sottoterra per non impattare sulla vivibilità di piazza Garibaldi», assicura Alinovi, prima di precisare che «piccole aree di cantiere, grandi pochi metri quadrati, verranno allestite di volta in volta per mettere in sicurezza le bocche di lupo presenti sulla piazza, attraverso la sostituzione delle griglie». Il grosso dei lavori sarà quindi lontano dagli occhi dei curiosi.

Nei giorni scorsi è stata transennata l'area attorno alla scalinata nei pressi di via Cavour e, parlando di cifre, l'intervento di consolidamento dell'ex Cobianchi (si tratta di un secondo stralcio), costerà 274mila euro. A fine 2017 la giunta comunale aveva già stanziato 67mila euro (poi ne vennero spesi 61.733) per il primo stralcio dei lavori.

Il consolidamento strutturale dell'ex Cobianchi dovrebbe essere concluso a inizio 2020 e, come si legge nella delibera di giunta di fine 2018, i lavori sono stati affidati alla società partecipata Parma Infrastrutture.

La necessità di mettere mano all'ex albergo diurno è data dal fatto che sulla struttura è riscontrabile «un evidente e significativo degrado oltre al decadimento delle caratteristiche meccaniche dei materiali strutturali, con particolare riferimento agli elementi in cemento armato», si legge nella delibera di approvazione del progetto esecutivo di ristrutturazione dello spazio sotterraneo.

Se il cantiere servirà a consolidare travi e pilastri, anche in vista degli spettacoli allestiti in piazza Garibaldi, può essere utile ricordare che questi spazi sotterranei prendono il nome da Claopatro Cobianchi, l'imprenditore bolognese che nei primi decenni del Novecento aprì diversi alberghi diurni in numerose città per offrire ai viaggiatori la possibilità di lavarsi e di far stirare i vestiti. L'ex albergo diurno restò in attività dal '29 al '66, mentre dal 15 dicembre '73 e per alcuni anni fu la prima sede della biblioteca Guanda. Sotto la piazza c'era anche una sala conferenze intitolata a Giacomo Ulivi e, negli ultimi anni, i telefoni a gettoni della Sip.

 

 

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