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All'Itis gli studenti in cattedra: «Ecco come si realizza un robot»

03 settembre 2019, 05:02

All'Itis gli studenti in cattedra: «Ecco come si realizza un robot»

Maria Teresa Angella

Scoprire le leggi della robotica, i sistemi di programmazione e automazione per assemblare e far «nascere» un vero robot. Sembra un’impresa per ingegneri esperti e invece, a cimentarsi nella creazione di un rover e nello studio del suo funzionamento, sono stati una ventina di studenti provenienti da varie scuole medie di Parma e provincia che hanno partecipato al corso gratuito di robotica realizzato dall’itis «Leonardo Da Vinci» grazie a un bando regionale. Il corso, della durata di una settimana, è appena terminato ed era dedicato alla promozione della cultura scientifica e tecnologica nei giovani delle scuole medie, in particolare nel mondo femminile, per incentivare la partecipazione delle donne nelle discipline scientifiche. Il gruppo di ragazzi è stato impegnato in varie attività, come l’introduzione alla programmazione della piattaforma Arduino partendo dall’assemblaggio di una piattaforma di sviluppo (Rover Robot), per proseguire poi con lo sviluppo delle funzionalità di guida autonoma. «La prima parte della settimana è stata dedicata all’indagine dei circuiti elettronici digitali: i ragazzi hanno potuto sperimentare i vari circuiti apprendendo le basi dell’elettronica, anche in modo superiore alle aspettative - ha commentato il docente Massimiliano Paladini, coordinatore del Dipartimento di Elettronica ed Elettrotecnica dell’Itis -. Siamo riusciti a realizzare circuiti anche molto complessi, sperimentato sensori e trasduttori, vedendo le basi di quello che deve essere un sistema robotico e affrontando argomenti da scuola superiore».

Ad affiancare gli studenti delle scuole medie sono intervenuti tre «tutor alla pari» della 3ªB Automazione dell’istituto superiore di via Toscana: Elisa Guazzetti, Alessandro Bottazzi e Giovanni Pin. «Spontaneamente sono emerse dinamiche di “learning by doing” e “peer to peer” che hanno coinvolto tutti i ragazzi del corso - ha specificato il docente -. Oggi i ragazzi hanno molto bisogno di poter creare con le loro mani e di vedere il risultato di quello che fanno».

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