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INCHIESTA CHIUSA

Appalto per i bus, 11 indagati. Il pm: «Ecco come è stata pilotata la gara»

03 settembre 2019, 05:08

Appalto per i bus, 11 indagati. Il pm: «Ecco come è stata pilotata la gara»

Georgia Azzali

Appetiti voraci. E personaggi bravi a soffiare informazioni preziose pur di incoronare la società «giusta». D'altra parte, in ballo c'erano nove anni di contratto per un valore totale di quasi 289 milioni di euro. Una lunga serie di «promesse, collusioni, mezzi fraudolenti e violazioni»: è la storia della gara per il servizio di trasporto pubblico locale scritta dalla procura. L'inchiesta sulla procedura, assegnata nell'aprile del 2017 a Busitalia-Autoguidovie (e poi annullata da Tar e Consiglio di Stato), è arrivata alla fine: il pm Umberto Ausiello ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini. Undici gli indagati, uno in più rispetto a quanto emerso nella prima fase: c'è Pierdomenico Belli, ex amministratore unico di Smtp, la società per il trasporto e la mobilità di Comune e Provincia che aveva bandito la gara, ma anche Raimondo Brizzi Albertelli, il dg ancora in carica. Compaiono i vertici di Busitalia (Gruppo Ferrovie dello Stato): l'amministratore delegato Stefano Rossi e il responsabile Strategie, sviluppo mercati e commerciale, Daniele Diaz. È rimasto il nome di spicco di Renato Mazzoncini, ex ad di Ferrovie dello Stato. Ma nella lista figura anche il parmigiano Mauro Piazza, ex dirigente di Tep Service. Sotto inchiesta, poi, tutti i membri della commissione costituita da Smtp. E all'elenco è stato aggiunto anche il nome di Natalia Ranza, milanese, consigliere delegato di Autoguidovie. Tutti sono indagati per turbativa d'asta, ma a Brizzi Albertelli e a Marco Allegrini, il consulente che era stato incaricato da Smtp, sono contestati anche il falso ideologico e materiale. Piazza, Diaz, Mazzoncini, Rossi e Ranza devono inoltre fare i conti con le accuse di corruzione tra privati e rivelazione di documenti segreti. A Busitalia e Autoguidovie, che si erano unite nell'Ati (Associazione temporanea d'impresa), viene contestata la violazione della legge 231, la norma sul controllo amministrativo delle società.

PROMESSE E RISULTATI
Quasi 70 anni di gestione Tep. E nella primavera del 2017 il «verdetto» di Smtp che costringe la storica azienda di trasporto locale a farsi da parte. Ma è stata proprio Tep, allora guidata da Antonio Rizzi, a dare il via all'inchiesta, con una denuncia depositata già nel novembre del 2016 e focalizzata sui punteggi «anomali» assegnati dalla commissione alle società in gara, tra cui anche Tper-Seta. E l'indagine, portata avanti dalla Finanza, ha fatto emergere il resto. Una serie di operazioni con un unico obiettivo, secondo la procura: mettere all'angolo Tep e far vincere Busitalia-Autoguidovie. Centrale la figura del genovese Diaz, fino alla fine del 2015 ad della Lem Reply, la società designata da Smtp come advisor tecnico per redigere il bando di gara. Diaz viene ingaggiato da Mazzoncini e Rossi e coinvolto nel gruppo di lavoro che deve preparare l'offerta dell'Ati Busitalia-Autoguidovie. Ed è chiaro, si legge nel capo d'imputazione, che in questo modo Diaz può «indebitamente acquisire e impiegare nella formulazione dell'offerta il bagaglio di informazioni privilegiate riservate e/o segrete acquisite nel corso del mandato per la stazione appaltante (Smtp, ndr)». In particolare, i dati del piano economico finanziario. L'offerta per Diaz? L'assunzione come dirigente di Busitalia, secondo la procura, che scatta infatti il primo febbraio 2016.

QUEI DATI FALSIFICATI
Ma già da agosto sia i vertici di Smtp che i membri della commissione avrebbero saputo della collaborazione di Diaz con Busitalia-Autoguidovie, eppure non presero alcun provvedimento, a partire da Brizzi Albertelli, responsabile unico della procedura. Ma il direttore generale di Smtp avrebbe anche convinto il consulente Allegrini a modificare data e contenuto delle sue relazioni tecniche. Secondo la ricostruzione della procura, in particolare, il documento sui dati economico-finanziari di Busitalia-Autoguidovie solo apparentemente sarebbe arrivato a Smtp il 15/12/2016, ma in realtà sarebbe stato inviato via mail a Brizzi Albertelli il 3 gennaio 2017. Inoltre, Allegrini, dopo una telefonata di Brizzi Albertelli, avrebbe cambiato il proprio giudizio su Busitalia-Autoguidovie: alle 14,40 del 17 febbraio 2017 definisce la situazione dell'Ati economico-finanziaria «sostanzialmente equilibrata» e due ore dopo scrive «sostanzialmente sostenibile».

LE RICHIESTE D'ARRESTO
Ma anche a Piazza sarebbero stati promessi incarichi di alto livello, tanto da convincerlo a rivelare a Diaz informazioni riservate e segrete sull'offerta di Tep, in modo da poter spianare la strada alla concorrenza. Così gravi le accuse nei confronti di Diaz, Piazza, Brizzi Albertelli e Rossi che il pm ne aveva chiesto l'arresto alla fine del 2018. Ma sia il gip che il Riesame avevano respinto la richiesta: mancavano le esigenze cautelari, secondo i giudici, pur ritenendo solido il quadro indiziario. E ora? Dopo aver valutato eventuali atti difensivi e sentito chi vorrà farsi interrogare, il pm deciderà se chiedere il rinvio a giudizio. O archiviare.

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