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Soubrette argentina riscopre le sue radici parmensi: «Da me si mangiano gli anolini»

04 settembre 2019, 05:06

Soubrette argentina riscopre le sue radici parmensi: «Da me si mangiano gli anolini»

Chiara De Carli

FONTEVIVO Probabilmente tutti hanno accarezzato nella vita il desiderio di scoprire qualcosa di più sulla propria famiglia d’origine, risalendo l’albero genealogico ben oltre i rami della memoria dei parenti. Un’impresa che è quasi proibitiva, soprattutto per chi discende da famiglie di emigranti e che dovrebbe mettere in preventivo lunghi viaggi per confrontarsi con documenti cartacei spesso poco comprensibili. Ad Emilia Attias, attrice, cantante e ballerina argentina (da quest’anno anche conduttrice del seguitissimo programma televisivo «El Resto del Mundo») la notorietà ha dato la possibilità di far diventare realtà questo sogno, inserendo il viaggio nell’ambito di un programma rivolto alla promozione del turismo delle radici in Italia, elaborato dalla sede di Buenos Aires di «Enit - Agenzia Nazionale del Turismo» e realizzato in collaborazione con l’Associazione Raiz Italiana per la ricerca storico-familiare. Tutto è partito da un ricordo ormai sbiadito: la bisnonna di Emilia, Rosina, raccontava spesso di avere vissuto a bambina nel Parmense e oltre oceano aveva portato i piatti della tradizione culinaria. «In casa nostra si fanno gli anolini e nelle mie vene non scorre sangue ma pomodoro», scherza Emilia parlando con il vicesindaco Matteo Agoletti, che l’ha accolta in municipio per mostrarle le pagine degli antichi faldoni dell’anagrafe in cui si trovano le tracce della storia della sua famiglia. Parole scritte fitte, in una grafica antica, ma che per lei, arrivata da Buenos Aires con la mamma Pupa e la figlia Gina, sono preziosissime.

Ad occuparsi in tempo record della ricostruzione dell’albero genealogico è stata Emma Pincella, responsabile del settore servizi generali del Comune di Fontevivo, che davanti alle telecamere di Canale 13 ha illustrato ad Emilia i vari documenti. Il primo ad essere ritrovato è stato quello relativo alla nascita di Francesco Zironi, trisavolo di Emilia: un atto registrato dalla levatrice che lo aveva fatto nascere, visto che i genitori non erano ancora sposati ed essere ragazza madre era un vero scandalo ai tempi. A «sistemare le cose» c’è però poi l’atto di matrimonio dei suoi genitori, Marcellina Fontana di Bianconese e Fortunato Zironi di Sassuolo, che dopo Francesco avranno altri figli e si trasferiranno a Parma. Diventato ingegnere, Francesco sposa la fontevivese Rosina Loteri e per lavoro inizia a viaggiare tra l’Argentina e l’Italia, fino a quando la coppia non deciderà di trasferirsi definitivamente portando con sé i figli. Ada si sposerà e avrà Ebe, mamma di Emilia, e il resto è storia di oggi. Ora non resta che andare a Sassuolo, dove porta il filo tracciato dagli uffici fontevivesi per scoprire chi era Fortunato Zironi, il cui mestiere è indicato semplicemente come «proprietario» e cercare magari di incontrare qualche lontano cugino.

Dal Parmense, intanto, Emilia porterà in Argentina una litografia di Fontevivo donata dal Comune e le ricette della tradizione per rinfrescare un po’ «l’eredità» lasciata dalla bisnonna italiana.

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